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Nessuna svolta contro l’Is

· La coalizione internazionale assicura sostegno all’Iraq ma non cambia strategia ·

La riunione, ieri a Parigi, dei ministri degli Esteri della coalizione internazionale formatasi per contrastare il cosiddetto Stato islamico (Is) si è conclusa riaffermando il sostegno al Governo iracheno — era presente il primo ministro Haider Al Abadi — ma senza mutamenti di strategia. In particolare, è stato confermato che il contributo militare resterà affidato ai raid aerei e non ci saranno interventi di truppe di terra. 

Civili in figa da Ramadi al loro arrivo nei sobborghi di Baghdad (Reuters)

Al tempo stesso, la coalizione ha chiesto al Governo iracheno di ricucire le relazioni con le diverse componenti politiche e sociali del Paese. Al Abadi ha dato assicurazioni in questo senso, ma ha mosso dure critiche all’azione internazionale. In particolare, oltre a lamentare il mancato contrasto dei cosiddetti foreign fighters — i combattenti stranieri che raggiungono le file dell’Is — ha detto che non sono arrivate le forniture d’armi promesse, soprattutto cannoni anticarro e ha aggiunto che sta ancora aspettando il via libera dell’Onu per acquistare armamenti da Iran e Russia. Il segretario di Stato americano, John Kerry, assente per una frattura al femore, ma collegato telefonicamente, ha assicurato che Washington avvierà la consegna di missili anticarro all’Iraq già questa settimana. Quanto alla Siria, la coalizione ha auspicato «un vero processo politico inclusivo», che porti a un Governo senza l’attuale presidente Bashar Al Assad.

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13 dicembre 2019

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