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Nessuna intesa tra Washington e Mosca sulla Siria

· ​Secondo il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, è urgente e indispensabile riprendere il negoziato ·

Non c’è accordo sulla tregua in Siria. Mentre continuano i combattimenti ad Aleppo, dove migliaia di civili sono ancora intrappolati nelle zone di guerra, il segretario di Stato americano, John Kerry, e il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, non sono riusciti a trovare un’intesa al termine di una maratona negoziale di dodici ore, ieri, a Ginevra. Tuttavia, il capo della diplomazia statunitense ha detto che «è stata fatta chiarezza» sui passi da compiere verso un cessate il fuoco generale.

La disperazione di due uomini dopo un bombardamento su Aleppo

Sulla questione è intervenuto oggi da Pordenone il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, sottolineando che «è urgente e indispensabile per la popolazione siriana riprendere la linea negoziale». È una tragedia — ha aggiunto — «che dopo tanti anni e tanti lutti, dolori e sofferenze, per una popolazione stremata, non si riesca a fare passi avanti nel negoziato. Il Papa continua a insistere nella sua azione diplomatica internazionale perché si riesca a trovare una via negoziale, si trovino degli accordi e dei punti di convergenza» . Nella conferenza stampa successiva al vertice di Ginevra, Kerry ha dichiarato: «Siamo vicini a un accordo, ma non vogliamo precipitarci verso un’intesa fino a quando questa non soddisferà completamente tutti i bisogni del popolo siriano». Gli sherpa russi e quelli statunitensi resteranno a Ginevra nei prossimi giorni per cercare di riavvicinare le posizioni e superare le ultime divergenze. «Non voglio fare un annuncio né vuole farlo il presidente Obama che non sia poi applicabile, che non abbia tutti i dettagli a posto, come è successo per gli altri due annunci» ha detto Kerry. Lavrov e Kerry hanno discusso anche la possibilità di un accordo sul coordinamento delle operazioni militari nel contrasto al cosiddetto Stato islamico (Is), che da mercoledì vede impegnate sul terreno anche le forze turche. Ieri Ankara ha inviato altri quattro carri armati a Jarabulus, liberata dalla presenza dell’Is, a sostegno dei ribelli siriani.

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