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Nessuna frontiera
separa dalla misericordia

· Dal confine con gli Stati Uniti simbolo della tragedia dei migranti Papa Francesco conclude il viaggio in Messico ·

Appena rientrato dal viaggio in Messico, il Papa si è recato a pregare davanti alla Salus populi Romani. Atterrato all’aeroporto di Ciampino pochi minuti prima delle 15 di giovedì 18 febbraio, Francesco ha subito raggiunto la basilica di Santa Maria Maggiore per affidare alla Madonna i frutti della visita appena conclusa nel Paese nordamericano.

L’ultima giornata del viaggio in Messico si era chiusa con un forte monito — «Mai più morte e sfruttamento!» — lanciato da Papa Francesco a Ciudad Juárez, dove la frontiera con gli Stati Uniti traccia un confine di divisione e sofferenza sul quale ogni anno si infrangono le speranze di migliaia di migranti, Davanti al fitto reticolato che corre lungo settecento miglia, il Papa ha denunciato la tragedia umanitaria che travolge uomini, donne, giovani, bambini, spesso «schiavizzati, sequestrati, soggetti ad estorsione» o vittime «di commercio del traffico umano, della tratta di persone». E ha lanciato un nuovo appello alla speranza, ricordando che nessuna frontiera può impedire agli uomini di condividere l’amore misericordioso di Dio. Al mattino, sempre nella città dello Stato di Chihuahua, si era svolta la toccante visita al carcere, seguita dall’incontro col mondo del lavoro.

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20 aprile 2019

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