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​Nessun accordo sui migranti

· In sospeso i dossier Ue sul regolamento di Dublino, sul potenziamento di Frontex e sul futuro della missione Sophia ·

Operazioni di sbarco di migranti sulle coste spagnole (Epa)

C’è un consenso sempre maggiore attorno al tavolo Ue per mettere fuori da Schengen chi blocca la riforma di Dublino. A dirlo è stato ieri il primo ministro belga Charles Michel. Al consiglio europeo, Michel ha spiegato che il boicottaggio della riforma si accompagna alla diffusione di notizie false. E ha dunque chiesto che la commissione europea apra «un’indagine sulle informazioni manipolate a proposito del Global Compact for migrants fatte circolate online», dietro alle quali si ravvisa «una volontà deliberata di destabilizzare le democrazie dei 28». Di fatto, al momento non ci sono più scadenze fissate né per la riforma di Dublino né per quella di Frontex. 

Da parte sua, il presidente della commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha denunciato quella che ha definito «l’ipocrisia di chi chiede frontiere più sicure ma blocca la riforma dell’agenzia Frontex». Ha detto: «Tutti dicono di volere una migliore protezione delle frontiere esterne ma quando sul tavolo c’è la proposta della Commissione per un’agenzia di guardie di frontiera Ue con 10.000 uomini, alcuni paesi, proprio quelli più interessati, rifiutano questa iniziativa». Tra questi ci sono paesi come l’Ungheria, ma anche l’Italia, che si oppongono per motivi di «sovranità nazionale». E Juncker ha apertamente criticato chi diffonde sul tema migranti notizie false, fake news, dicendo di aver sentito riferire anche da capi di stato e di governo notizie non corrispondenti al vero.

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15 ottobre 2019

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