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In Nepal si temono diecimila morti

· Mentre proseguono le ricerche dei superstiti ·

Sale di ora in ora il numero dei morti causati dal terremoto in Nepal di sabato scorso, mentre si continua a scavare tra le macerie alla ricerca di superstiti. Secondo i dati al momento a disposizione, ma non ancora definitivi, le vittime, alcune delle quali registrate anche nei Paesi vicini, sarebbero oltre 4300, circa sette milioni le persone colpite in 34 distretti dello Stato del Nepal, e un milione i senzatetto. Due milioni sarebbero invece i bambini bisognosi di aiuto. Diverse località risultano isolate e non sono ancora state raggiunte dai soccorsi. Il Governo ha inoltre stimato che siano circa 400.000 gli edifici distrutti.

Donna mette in salvo i suoi averi dopo il sisma a Kathmandu (Epa)

Cifre, queste destinate drammaticamente a salire. Il premier nepalese, Sushil Koirala, ha infatti dichiarato oggi che il numero delle vittime potrebbe crescere ancora, arrivando a quota diecimila. Koirala ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché fornisca tende, medicine e assistenza sanitaria per la cura e la riabilitazione dei feriti.

L’Unesco (l’organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura) sta cercando di capire cosa resti del ricco patrimonio storico e artistico nepalese. Irina Bokova, direttrice generale dell’organismo, ha detto di essere «impressionata dal devastante impatto che il movimento tellurico ha avuto sul patrimonio culturale unico del Paese, specialmente per i danni, alcuni dei quali irreversibili, che si sono registrati nella valle della capitale Kathmandu».

Sul fronte dell’assistenza internazionale, Washington ha reso noto ieri che gli aiuti statunitensi ammonteranno a dieci milioni di dollari. Il segretario di Stato John Kerry ha rivolto «le più sentite condoglianze» al popolo nepalese e si è detto «scioccato dalle immagini di morte e distruzione causate dalle violente scosse sismiche». La Cina ha inviato una squadra di 62 persone per contribuire ai soccorsi nelle regioni devastate e deciso di stanziare venti milioni di yuan di aiuti, pari a 3,3 milioni di dollari, incluse tende, coperte e generatori.

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