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Nell'ombra della notte presente

· Il 6 agosto 1978 moriva Paolo VI ·

Tra le carte di Paolo VI conservate nell’archivio dell’istituto a lui intitolato, in una cartella di Note varie figura un appunto, non datato ma risalente agli anni del pontificato, intitolato dal papa stesso Dio. Lo anticipiamo, tratto dall’ultimo numero del «notiziario» del centro bresciano, dove lo commenta il teologo gesuita Nicolas Steeves, docente alla Gregoriana.  

Dio

Desiderio comune delle nostre povere anime, tormentate dai problemi religiosi proprî della mentalità moderna, sarebbe duplice: 1) avere di Dio qualche esperienza diretta; se non vederlo, capirlo; se non capirlo, sentirlo: sitivit in Te anima mea... in terra deserta et inaquosa... [Salmi 62, 3]; 2) avere di Dio qualche segno miracoloso, qualche indizio prodigioso della sua azione onnipotente o della sua amorosa assistenza. Interiore prova la prima, esteriore la seconda.
L’amore del prossimo e poi l’amore di Dio possono dare qualche felice e sufficiente risposta al primo desiderio: chi ama sente, chi ama sa, chi ama gode di Dio; per via di amore si può avere quella certezza nuova che rende sicura e fidente l’anima, lieta di camminare nell’ombra della notte presente verso la luce futura.
La parola di Cristo placa il secondo desiderio, chiedendo un atto profondo di fede: beati coloro che avranno creduto senza aver visto. E questa adesione alla parola di Cristo conforta il pensiero a guardare con occhio ammirato le cose note per esperienza naturale e per conoscenza normale; e a trovarle tutte immensamente eloquenti e indicative, probative anzi, del Dio vivo, nascosto e presente.

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18 agosto 2019

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