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Nello Yemen
violenze inarrestabili

· Dieci milioni di persone minacciate dalla più grave carestia della storia recente ·

Dieci milioni di yemeniti sono a un passo dalla più grave carestia della storia recente. Lo denuncia un rapporto di 15 organizzazioni umanitarie, che, a riguardo, hanno rivolto un appello urgente al Consiglio di sicurezza dell’Onu per un’immediata applicazione degli accordi di pace e un immediato cessate il fuoco a Hodeidah, il principale porto dello Yemen, bloccato a causa dei ripetuti combattimenti

Donna yemenita trasporta un sacco di farina alla periferia di Sana’a (Epa)

Nonostante gli accordi di Stoccolma di un anno fa, infatti, Hodeidah — da dove dovrebbe transitare il 70 per cento del cibo, delle medicine e del carburante da cui dipende la sopravvivenza di oltre venti milioni di yemeniti allo stremo delle forze — resta il luogo più letale del paese per migliaia di famiglie innocenti, con un quarto di tutte le vittime civili nel 2019: 799 tra morti e feriti e il 40 per cento degli oltre 2.100 attacchi sui civili, che sono proseguiti senza sosta, malgrado le intese raggiunte nella capitale svedese. E senza quasi nessuna tregua rispetto all’anno precedente. Combattimenti che quest’anno hanno già provocato più di 390.000 sfollati, metà dei quali provengono dai tre governatorati di Hodeidah, Hajjah e Al Dhalèe. Solo da Hodeidah, dall’inizio del sanguinoso e incessante conflitto, oltre 600.000 persone sono state costrette a fuggire per mettersi in salvo.

L’allarme giunge alla vigilia del primo anniversario dell’accordo di Stoccolma tra le parti in conflitto, che aveva regalato un barlume di speranza, ma che fatica a concretizzarsi. Il rapporto, quindi, mette in drammatica evidenza come lo Yemen sia ormai un “paese fantasma”, con circa dieci milioni di persone rimaste letteralmente senza cibo sull’orlo della carestia e altre 7 milioni già colpite da grave malnutrizione. È la più grave crisi umanitaria al mondo in questo momento, hanno recentemente confermato le Nazioni Unite.

A causa dei combattimenti e dei blocchi imposti dalle autorità, in tutto lo Yemen — dove il 90 per cento del cibo deve essere importato — è sempre più difficile per le organizzazioni umanitarie raggiungere le comunità che non hanno più accesso a ospedali, mercati, acqua potabile.

«Gli attacchi sul porto di Hodeidah devono cessare immediatamente. La crisi ha raggiunto livelli inimmaginabili e sono i civili inermi a subirne le conseguenze più disastrose», si legge nel documento congiunto delle 15 organizzazioni umanitarie.

Dall’inizio del tremendo conflitto — marzo del 2015 — 4 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case. Attualmente, mezzo milione di persone in fuga dai combattimenti sono esposte al freddo dell’inverno, senza un riparo sicuro. Case, scuole, ospedali, mercati sono distrutti o danneggiati. Solo quest’anno, 327 attacchi hanno colpito direttamente abitazioni civili provocando il 50 per cento delle vittime totali tra donne e bambini.

«Adesso è più che mai necessario fare passi concreti verso la pace per non finire in altri anni di conflitto, che significherebbero un’ulteriore catastrofe per tutto il popolo yemenita», conclude il rapporto.

E Amnesty International, in una nota, ha aggiunto che uno yemenita di 25 anni ha già vissuto 14 diversi conflitti interni, sopravvivendo a migliaia di attacchi aerei.

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