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Nello Yemen muoiono i bambini
ma nessuno se ne accorge

· ​La denuncia dell’Unicef ·

Un bambino soldato a Sana’a  (Reuters)

Si sta consumando un’altra tragedia umanitaria: quella dei civili nello Yemen. Un dramma senza precedenti che avviene in silenzio, dimenticato dai media internazionali. Un conflitto — quello tra le forze governative fedeli al presidente Abd Rabbo Mansour Hadi e i ribelli huthi — che secondo stime Onu ha già causato circa 7500 morti, 39.000 feriti e tre milioni di sfollati. Meritxell Relano, rappresentante Unicef in Yemen, ha reso noto ieri che «con l’intensificarsi del conflitto, da marzo 2015, le Nazioni Unite hanno verificato che circa 1400 bambini sono stati uccisi e oltre 2140 sono stati feriti. Ma probabilmente i numeri reali sono molto più elevati». «Gli attacchi alle aree civili continuano a uccidere e ferire sempre più bambini in Yemen. Invece di studiare, questi bambini stanno assistendo a morte, guerra e distruzione» ha aggiunto Relano. «Circa 2000 scuole nello Yemen non possono più essere utilizzate perché distrutte, danneggiate, usate come rifugi per famiglie sfollate o per scopi militari. Le scuole devono essere luoghi di pace sempre, un santuario in cui i bambini possano imparare, crescere, giocare ed essere al sicuro. I bambini non dovrebbero mai rischiare le loro vite solo per andare a scuola». Ma sul terreno si continua a combattere senza sosta. Almeno 55 tra soldati e ribelli huthi sono morti nelle ultime 48 ore sulla costa sud-ovest del paese, nel distretto di Bab Al Mandeb che separa il mar Rosso dall’oceano Indiano. Nella violenta battaglia — che dura da almeno cinque giorni — sono intervenuti a sostegno delle forze governative del presidente Hadi i caccia della coalizione guidata dall’Arabia Saudita.

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