Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Nello spirito di una collaborazione solidale

· Conferite in Polonia la laurea honoris causa e l'alta onorificenza della Repubblica al cardinale Tarcisio Bertone ·

«Democrazia e Chiesa» è il tema della lectio magistralis tenuta dal cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, nell'Aula magna dell'università di Wroclaw, in Polonia. L'occasione è stata la cerimonia di consegna, al porporato, del dottorato honoris causa da parte della pontificia facoltà di Teologia di Wroclaw. Contestualmente al titolo accademico — consegnato nel pomeriggio di giovedì 11 febbraio dal rettore Waldemar Irek — è stata conferita al segretario di Stato anche la Gran Croce dell'ordine al merito della Repubblica di Polonia «per le eccelse benemerenze acquisite nello sviluppo della collaborazione tra la Repubblica di Polonia e la Santa Sede e per l'opera svolta in favore della Chiesa in Polonia». L'onorificenza è stata consegnata dal presidente polacco Lech Kaczynski.

La seconda giornata della visita del cardinale Bertone in Polonia si era iniziata con la celebrazione eucaristica nella cattedrale dedicata a san Giovanni Battista, a Wroclaw. Partecipavano tra gli altri il cardinale Henryk Gulbinowicz, arcivescovo emerito, che ha guidato la Chiesa di Wroclaw per lunghi anni e che quest'anno celebra il 60° dell'ordinazione sacerdotale e il 40° della consacrazione episcopale; l'arcivescovo metropolita monsignor Marian Golebiewski; numerosi vescovi della Provincia, sacerdoti e consacrati, seminaristi e tutta la comunità dei professori e degli studenti della Pontificia Facoltà Teologica di Wroclaw. Erano presenti al rito un rappresentante del presidente della Repubblica di Polonia, numerose autorità civili tra le quali i rettori magnifici di diverse università.

Durante l'omelia il cardinale ha ricordato la ricorrenza della festa della Madonna di Lourdes, proponendo il significato consolatore che assume nei confronti dell'umanità sofferente. «Ella — ha detto tra l'altro — infatti, nelle sue apparizioni, dimostra costantemente il suo amore materno agli uomini, particolarmente in alcuni momenti della storia. Al riguardo, Lourdes rappresenta una singolare realizzazione della promessa divina di donare agli uomini abbondanza di consolazione, perché in quel luogo benedetto Maria è veramente la Consolatrice: consolatrice dei malati, che sempre ricevono doni e conforti spirituali e talora anche la guarigione completa; consolatrice dei peccatori, che per mezzo della Madre del Redentore sono attirati alla conversione».

Quindi ha rivolto il suo pensiero ai sacerdoti ricordando loro che «in questo Anno Sacerdotale siamo tutti invitati ad essere, mediante il nostro ministero, segni sempre più luminosi della presenza di Cristo salvatore. Dobbiamo riscoprire la grandezza del sacramento che ci ha configurati per sempre a lui e coglierne l'inesauribile fecondità. Essa si manifesta nella varietà dei ministeri che esercitiamo al servizio della Chiesa e del Regno di Dio. Nelle sante messe che celebriamo, noi rendiamo ogni volta Cristo realmente presente sull'altare; e impartendo l'assoluzione in persona Christi offriamo al peccatore l'opportunità di lasciarsi redimere e di sperimentare la gioia della riconciliazione con Dio e i fratelli».

Avviandosi a conclusione il cardinale Bertone ha riproposto ai sacerdoti il modello del curato d'Ars il quale si sentiva «inadeguato rispetto ad una compito così grande. Eppure, egli era un gigante nella fede, nella preghiera, nello zelo per le anime! La sua testimonianza ci illumina e ci conforta. Anche noi, pensando alla dignità del sacerdozio nella Chiesa di Cristo, sentiamo tutto il contrasto con i nostri limiti e le nostre fragilità». Importante, ha detto, è mantenere vivo il senso della missione del sacerdote nel ravvivare e mantenere salda la fede che è «la risposta a Dio che in Cristo ci chiama alla salvezza».

Solenne la cerimonia svoltasi nel pomeriggio presso la sede dell'università. Particolarmente apprezzata la ricca esposizione del cardinale sugli stretti rapporti tra la Chiesa e la democrazia, alla luce della dottrina sociale. Il cardinale dopo aver premesso che «il tema della democrazia è entrato nella riflessione della Chiesa, più tradizionalmente abituata ai rapporti con gli stati a regime monarchico, dal secolo XIX, con la nascita e lo sviluppo delle moderne democrazie elettive» ha notato che questo «dato di fatto ha spinto il magistero ad elaborare una dottrina sociale coerente, anche se già san Tommaso, in qualche modo, aveva espresso la preferenza a un tipo di ordinamento più vicino al diritto naturale, in quanto espressione della sovranità popolare». Poi ha riproposto l'insegnamento di Benedetto XVI sul diritto naturale. Insegnamento ribadito all'Assemblea delle Nazioni Unite a New York il 18 aprile 2008. In quella occasione il Papa nel sottolineare il valore universale dei diritti umani volle radicarli, ha ricordato il cardinale Bertone, proprio «“nella legge naturale inscritta nel cuore dell'uomo e presente nelle diverse culture e civiltà. Separare i diritti umani da tale contesto significherebbe limitare la loro portata e cedere a una concezione relativista, per la quale il senso e l'interpretazione dei diritti potrebbe variare e la loro universalità potrebbe essere negata in nome delle diverse concezioni culturali, politiche, sociali e anche religiose”. Sono considerazioni che valgono non solo per i diritti dell'uomo, ma per ogni intervento dell'autorità legittima chiamata a regolare secondo vera giustizia la vita della comunità mediante leggi che non siano frutto dell'adesione ad un mero proceduralismo, ma che discendano dalla volontà di tendere all'autentico bene della persona e della società e per questo facciano riferimento alla legge naturale». Nel prosieguo della lectio il cardinale ha sviluppato tematiche di grande interesse e attualità tra le quali «politica e Chiesa comunione»; «il ruolo dei laici all'interno della Chiesa»; «potere, servizio e responsabilità»; «La Chiesa come democrazia»; «la comunione come principio formale di vita ecclesiale»; «la costruzione della vita come impegno globale del cristiano»; «comunione e come esperienza comune».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE