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Nell’Esodo le idee
della Rivoluzione francese

· Il concetto di progresso trova la principale origine nella religione della salvezza ·

 Il giudaismo delle origini rappresenta un “salto”, una cesura essenziale nell’interpretazione del reale. Il messaggio inedito di cui sono portatori i profeti ebrei è in contraddizione radicale, almeno su un punto, con la visione del mondo proposta fino ad allora dalle saggezze politeiste o “pagane”.

 Questa rottura si focalizza sulla percezione del tempo. Il tempo dei profeti non è più curvo, né ciclico. Non è più governato dall’eterno ritorno, ma dall’attesa e dalla speranza. Rifiuta completamente sia il “destino” greco sia il “ciclo” buddhista. Dopo la distruzione del Tempio, essendo destinati all’esilio e alla diaspora, gli ebrei organizzano la centralità della loro fede non più attorno al Tempio, bensì intorno alla Torah. La questione primaria diventa allora quella del futuro: come restare ebrei altrove rispetto a un “territorio”? In questo, il giudaismo è la prima religione che «attende con intensità radicale il cambiamento del mondo». La speranza non è solamente un’attesa. Essa è anche volontà di cambiare un mondo che si considera incompiuto. Il mondo non è da accettare così com’è perché è ingiusto, imperfetto, “malvagio”. È da completare, ovvero da cambiare. È qui che si situa la sovversione iniziale da cui tutto il resto (uguaglianza, emancipazione, libertà...) proverrà.

Per Max Weber l’ebraismo, e poi il cristianesimo, che favoriscono un atteggiamento di «governo del mondo», hanno un «potenziale di razionalizzazione» molto più significativo della via indiana o del disincanto buddhista. In altre parole, le idee moderne di trasformazione del mondo, il “tempo lineare” e il concetto di progresso trovano la loro principale origine nella religione della salvezza.

Su questa questione del tempo lineare, il cristianesimo sarà l’erede immediato e il continuatore del profetismo ebraico. Donerà a quest’ultimo una portata universale e lo diffonderà su tutta la terra.

L’idea di rinascita dell’uomo grazie al battesimo e alla grazia farà dire a Kant che la conversione cristiana è l’irruzione dell’eternità nel tempo.

L’imperfezione del mondo, la distanza che si stabilisce tra esso e Dio rendono legittima la volontà di trasformarlo. All’imperfezione del reale risponde l’idea originaria di perfettibilità. Un’idea che ritornerà nel XVIII secolo, come è noto, un tema essenziale della stagione dei Lumi...

Jean-Claude Guillebaud

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21 luglio 2018

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