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Nelle scuole si gioca
l’avvenire della Francia

· Il segretario generale dell’episcopato sull’importanza di educare al rispetto delle differenze ·

«C’è nel Paese un rapporto difficile con il fattore religioso. Le moschee sono state attaccate ma degli ebrei sono stati uccisi e alcuni siti internet cattolici sono stati oggetto di attacchi pirata questo fine settimana.

Dobbiamo allora permettere che ogni religione trovi il suo giusto posto in questo sistema francese fondato sulla laicità e chiedere alla società e allo Stato di garantirlo». È quanto afferma monsignor Olivier Ribadeau Dumas, segretario generale e portavoce dei vescovi francesi, che torna sui tragici fatti di terrorismo che hanno scosso tutto il mondo e ai quali, come è noto, il consiglio permanente dell’episcopato transalpino, all’indomani della grande manifestazioni di piazza a Parigi, ha dedicato una nota intitolata Quelle société voulons-nous construire ensemble?, in cui si invita a moltiplicare gli sforzi in campo educativo.

Monsignor Ribadeau Dumas, intervistato dall’agenzia Sir, si sofferma proprio su questo aspetto e ritiene che «i musulmani, che sono le vittime indirette e dirette di questi attacchi, hanno un grande lavoro da fare nel campo dell’educazione per permettere ai loro fedeli di vivere la società francese come una opportunità e non come un’aggressione». Insomma, «il nostro avvenire si gioca a scuola e nelle università per permettere ai giovani di assumere le differenze e conoscerle, e capire che è possibile non solo accettarle ma anche apprezzarle».

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20 agosto 2019

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