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Nelle radici dell’Iraq

· ​Il presidente Masum sulla presenza cristiana nel Paese ·

I cristiani rappresentano una «componente originaria» dell’Iraq, come testimoniano i monasteri antichissimi sparsi in tutto il territorio nazionale. 

E i gruppi jihadisti, come il daesh, si sono accaniti non solo contro di loro, ma anche contro le popolazioni musulmane, come testimoniano le vittime islamiche — anche sunnite — e le moschee distrutte del califfato islamico a Mosul. Così il presidente iracheno Fuad Masum, di etnia curda, ha definito la condizione dei cristiani e di tutte le minoranze religiose nell’Iraq del tempo presente, minacciato dalle derive settarie e impegnato nel conflitto con il sedicente Stato islamico (Is) installatosi a Mosul dal giugno 2014.

Le dichiarazioni del presidente iracheno — riprese dall’agenzia Fides — sono state pronunciate nei giorni scorsi in Egitto, durante l’incontro tra Masum e il patriarca copto ortodosso Tawadros ii. Il presidente iracheno ha rivendicato il ruolo attivo svolto dalle istituzioni governative nella difesa dei cristiani e delle altre componenti nazionali dalla violenza dei gruppi estremisti, negando ogni tipo di discriminazione su base confessionale all’interno degli organismi pubblici. 

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05 dicembre 2019

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