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Nelle emergenze anche a rischio della vita

· ​Una giornata per celebrare gli operatori umanitari ·

Operatore della Croce Rossa assiste un piccolo migrante (Ansa)

Nel mondo si stanno vivendo diverse situazioni di emergenza umanitaria, nella maggior parte dei casi a causa di guerre. Conflitti che si protraggono da tempo, provocando migliaia di vittime e milioni di sfollati; disperati che cercano salvezza lontano dai propri Paesi. Non è azzardato paragonare questi ultimi anni a quelli drammatici seguiti alle devastazioni della seconda guerra mondiale. Per questo la celebrazione, oggi, della giornata mondiale umanitaria assume un valore particolare. Perchè, a fronte di tante emergenze migliaia di persone attualmente, in diversi continenti e in varie forme, si prodigano, rischiando non di rado la vita, per aiutare quanti si trovano in difficoltà. Non a caso la data è stata scelta dall’assemblea generale dell’Onu nel 2009 in ricordo dell’anniversario del bombardamento della sede delle Nazioni unite a Baghdad nel 2003 in cui persero la vita 22 persone. «È un’occasione, quindi — scrive in una nota l’Onu — per celebrare gli operatori umanitari in servizio in tutto il mondo ma anche coloro che hanno perso la vita aiutando le persone più povere, emarginate e vulnerabili». Una giornata significativa, dunque, che segue quella del 19 maggio scorso, quando, al Palazzo di Vetro di New York, è stata assegnata la medaglia Dag Hammarskjöld (segretario generale dell’Onu morto in missione nel 1961) ai 129 operatori umanitari delle Nazioni unite caduti nel 2015.

Ma la giornata vuole ricordare anche quanti, pur senza vessilli internazionali, s’impegnano nel mondo laddove ci sono crisi. Il numero di persone in emergenza umanitaria ammonta a circa 130 milioni, quasi la metà delle quali costrette a lasciare le proprie case. I Paesi colpiti da emergenza umanitaria sono una quarantina ed è stato stimato che per gli aiuti sarebbero necessari 20 milioni di dollari. Al momento ne sono stati stanziati solamente cinque. Il tema scelto quest’anno per la giornata è «One Humanity». Ban-Ki moon, nel suo messaggio afferma che «ognuno di noi può essere ambasciatore dell’umanità», aggiungendo che è «necessario che tutti chiedano ai propri governi di mettere al primo posto l’umanità».

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