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Nell'arena del rating  Fitch colpisce la Spagna

· Declassato il debito di Madrid ·

Fitch colpisce ancora, e sul Governo di Rodríguez Zapatero s'allunga minacciosa l'ombra delle elezioni anticipate. Dopo aver perso la tripla A per mano di Standard&Poor's il mese scorso, Madrid ha subito ieri il declassamento dei titoli pubblici anche da parte di Fitch. L'annuncio ha pesato negativamente sui mercati, che avevano iniziato la giornata con ottimismo. A New York il Dow Jones è calato fino all'1,35 per cento e il Nasdaq fino all'1,41. La moneta unica è scivolata sotto la soglia 1,23 dollari. E ora l'attenzione è tutta rivolta alla reazione delle Borse lunedì.

L'agenzia ha giustificato il declassamento sostenendo che il processo di risanamento dell'economia spagnola sarà più difficile del previsto e più lento rispetto ai Paesi con tripla A. Le stime ipotizzano che entro il 2013 il rapporto tra debito e pil della Spagna toccherà il 78 per cento. Prima dello scoppio della crisi finanziaria era inferiore al 40 per cento. «La bocciatura riflette la nostra valutazione secondo cui il processo di aggiustamento verso un livello più basso di indebitamento del settore privato e verso l’esterno ridurrà sensibilmente il tasso di crescita dell’economia spagnola nel medio termine», ha spiegato l’analista di Fitch Brian Coulton. Anche se il debito e gli interessi a esso collegati «restano su livelli da tripla A» non sarà altrettanto facile gestire il processo di aggiustamento del debito, che si preannuncia più lungo rispetto a quello necessario per gli altri Paesi che hanno il rating più elevato e che avrà conseguenza sulla crescita economica, ha aggiunto Coulton. E a pesare sul futuro del Paese — prosegue la nota di Fitch — sarà anche il mercato del lavoro poco flessibile e la ristrutturazione delle casse di risparmio. Tutti impegni da onorare che probabilmente — stima l’agenzia di rating — faranno lievitare ancora il debito. E così dopo sette anni la Spagna perde la tripla A che le assegnava Fitch.

Alcuni analisti hanno precisato che la valutazione di Fitch appare piuttosto tardiva, soprattutto dopo le misure di austerity varate dal Governo. Bisogna tenere conto della cosa, però, perché esse costituiscono «un atto di accusa contro le lentezze dell'Esecutivo e contro l'efficacia delle misure adottate». Tutti attendono però gli effetti che il taglio avrà sui mercati la prossima settimana. In altre parole, sarà il nervosismo a fare da padrone.

La sfida del Governo di Rodríguez Zapatero, apparso fortemente indebolito nel voto sulla manovra bis da quindici miliardi, è molto difficile. Il problema centrale resta quello di far coincidere la crescita economica con il miglioramento dei conti pubblici. Escludendo il ricorso alle politiche anticipate, il Governo ha fatto capire che il suo compito principale nei prossimi mesi sarà quello di occuparsi della crisi economica e varare nuove misure. Ma i margini temporali sono molto stretti: entro martedì Rodríguez Zapatero dovrebbe annunciare l'attesa riforma del mercato del lavoro. Su questa strada le insidie per il presidente del Governo spagnolo potrebbero arrivare tanto dai sindacati quanto dagli imprenditori: con nessuna delle due parti sembra esserci un accordo. E se il Governo dovesse imporrre la manovra di austerità per decreto le parti sociali hanno già annunciato uno sciopero generale a giugno. I dati parlano chiaro: nel 2010 il pil spagnolo si contrarrà raggiungendo il meno 0,3 per cento. L'anno prossimo dovrebbe tornare a crescere, ma in maniera contenuta, facendo registrare un timido più 1,3. Nel 2012 l'incremento toccherà il 2,5.

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