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Nella vera terra

· Anniversario della morte di Paolo VI ·

“Per molti anni è stato devoto appuntamento per tanti che coltivavano affetto, gratitudine e stima per Paolo vi ritrovarsi in questo giorno di festa nella basilica vaticana per una santa messa celebrata nell’anniversario della sua “pasqua” da questa terra al cielo”.

Trento Longaretti, «Paolo VI accende il cero pasquale»

Lo ha ricordato monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano e segretario del Consiglio dei nove cardinali, durante la celebrazione presso la tomba del Pontefice in San Pietro. Giovedì mattina, 6 agosto, nella Cappella degli ungheresi nelle Grotte vaticane, il presule ha sottolineato come ora che Montini “è stato proclamato beato, la nostra non è più una preghiera di suffragio, ma una domanda d’intercessione presso Dio”. Quindi ha annunciato che la prima memoria liturgica si farà fra poco più d’un mese, al pomeriggio del 28 settembre con la messa presieduta all’altare della Cattedra della basilica vaticana dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato.

All'omelia il vescovo Semeraro ha poi invitato a chiedersi perché non v’è stata alcuna “elevazione” per il suo corpo. “La risposta – ha spiegato – l’ha data lo stesso Paolo vi nelle sue volontà testamentarie”, dove ha scritto di «vera terra». “La formula – ha avvertito il celebrante – non è consueta. Noi forse al suo posto avremmo scritto: «nuda terra». Egli, no: ha scritto «vera terra»! È la verità della terra che san Francesco d’Assisi ha cantato” e che Papa Francesco “ha ripetuto nella sua recente enciclica Laudato si’, scritta sulla cura della casa comune. Di questa lettera, come già con la Populorum progressio di Paolo vi, qualcuno ha messo in evidenza la dimensione profetica. Proprio perché profetica, Laudato si’ contiene pure delle denunce e fra le più gravi a me pare ci sia questa: «Abbiamo troppi mezzi per scarsi e rachitici fini» (n. 203). Una frase che scolpisce il volto dell’odierno homo consumens”.

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25 febbraio 2020

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