Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Nella trappola del rating

· Moody's lancia l'allarme contagio in Europa e i titoli bancari accusano gravissime perdite ·

Teleconferenza dei ministri delle Finanze del g7 sulla crisi greca

La crisi greca e i timori di contagio in tutta Europa condizionano i mercati azionari in quella che ormai ha tutte le sembianze di una guerra tra le agenzie di rating e i Governi dell'Unione, tra alta finanza e politica. L'ennesimo allarme lanciato da Moody's, ieri, ha scatenato un effetto domino su tutte le piazze mondiali provocando gravissime perdite nel settore bancario. Lo spettro di Lehman Brothers torna a far paura nel castello di carte della finanza globale.

Secondo un report di Moody's diffuso ieri in tarda mattinata le banche in Grecia, Spagna, Portogallo, Italia, Irlanda e Gran Bretagna sono a rischio. Ma l'allarme è generale, «c'è il pericolo di un contagio della crisi greca per il sistema bancario europeo». A preoccupare Moody’ sono alcuni sistemi bancari «relativamente ai profili dei loro crediti sovrani, inclusi quelli di Grecia, Portogallo e in qualche misura l’Italia». L’Italia — spiega il report — «è un Paese dove il sistema bancario è stato finora relativamente robusto» ma in cui potrebbe presentarsi il rischio di un contagio «qualora le pressioni dei mercati sui rating sovrani dovessero aumentare». La reazione del mondo politico alle valutazioni di Moody's non si è fatta attendere: il presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Silvio Berlusconi, ha detto che le agenzie di rating hanno perso credibilità e che il sistema bancario italiano è solido.

Diverso il parere dei mercati. Panico nelle principali piazze europee: Madrid ha perso il 2,93 per cento, Parigi il 2,2, Londra l'1,52, Francoforte lo 0,84. Crolla Piazza Affari, che ha visto un calo del 4,72 per cento con i titoli bancari (Intesa, Unicredit, MedioBanca, Ubi Banca, Mps, Banco Popolare) fortemente penalizzati. Che cosa è accaduto? Semplice: gli investitori hanno cominciato a vendere le azioni dei bancari che nel portafoglio avevano alte quantità di titoli del debito sovrano dei Paesi a rischio. In questo quadro — dicono gli analisti — occorre tenere presente anche il fatto che quello di Roma è il maggior debito del continente. Le banche italiane, inoltre, detengono in termini assoluti e relativi la quota più alta di titoli di Stato del proprio Paese. Comunque, in un altro rapporto presentato oggi a Milano, Moody's ha precisato che l'Italia non è tra i Paesi più a rischio tra quelli colpiti dalla crisi.

I timori sui mercati sono proseguiti anche oggi con tutte le principali piazze che hanno aperto le contrattazioni in segno negativo. Guida i cali Parigi che ha perso il tre per cento, mentre Piazza Affari ha recuperato dopo un’apertura fortemente negativa. Chiusura in segno meno anche per tutte le borse asiatiche. La Sec sta indagando sulla mezz’ora di panico a Wall Street, durante la quale ieri pomeriggio il Dow Jones ha perso circa 1.000 punti.

È stata convocata per oggi una teleconferenza dei ministri delle Finanze dei sette Paesi più industrializzati del mondo (Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, Italia e Giappone) sulla crisi greca. Ad Atene il Parlamento ha intanto approvato il piano di austerità e nella notte non sono stati registrati scontri.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE