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Nella prima udienza
del 2018

Fotografie di «Chiesa in uscita verso le periferie esistenziali»: nella prima udienza generale del 2018, nell’aula Paolo vi, Papa Francesco ha accolto a braccia aperte donne e uomini che vivono nella quotidianità le opere di misericordia. A partire dall’«esperienza nell’ospedale da campo dell’Amazzonia» di padre Hernanni Silva, missionario dell’istituto dell’Immacolata di San Massimiliano Kolbe. «Cerco di testimoniare Gesù tra i bambini ammalati di tumore e tra i detenuti nel carcere di massima sicurezza» ha spiegato. Padre Hernanni, che svolge la sua missione a Vinhas, nell’arcidiocesi brasiliana di São Luís do Maranhão, ha dato voce anche alle «speranze per l’assemblea speciale del Sinodo dei vescovi», convocata per l’ottobre 2019 dal Papa espressamente per la regione panamazzonica. In quel contesto, ha auspicato il missionario, «troveremo insieme nuove strade per l’evangelizzazione del popolo di Dio che vive in quella regione, e specialmente cammini di prossimità verso gli indigeni, spesso dimenticati e senza la prospettiva di un avvenire sereno».

Di un’altra assemblea sinodale, quella per i giovani che si terrà a ottobre, è venuto a parlare al Papa il religioso passionista Maurizio De Sanctis, conosciuto come padre Nike per la sua creativa e originale opera di evangelizzazione attraverso la musica e la danza. E queste sue «esperienze di arte spirituale con i giovani e per i giovani» le ha appena raccolte nel libro Dio c’è... per davvero!, pubblicato dalle edizioni Paoline, con la prefazione del cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi. «Nel 1990, proprio in quest’aula, mi sono esibito come ballerino della compagnia della Scala di Milano» ha confidato. Poi padre Maurizio ha scoperto la sua vocazione, «ed ora eccomi qui per dare il mio contributo alla grande consultazione del sinodo per i giovani».

Sempre nell’ambito della preparazione al sinodo di ottobre sono venuti a Roma anche centotrenta giovani della comunità cattolica “Palavra viva”, nata in Brasile nel 1995 ma ormai diffusa anche in tutta Europa e seguita direttamente dal Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. «Il nostro carisma — spiegano — è annunciare Gesù al mondo, particolarmente ai giovani e alle famiglie, risvegliando il sacro nella Chiesa e nel cuore di ogni persona».

Ci sono «tutte le quattordici opere di misericordia nel carisma essenziale» della congregazione delle Figlie della misericordia e della croce, un istituto fondato in Sicilia nel 1892. Le religiose stanno dando vita in questi giorni a Roma al loro ventesimo capitolo generale, sul tema: «Dov’è tua sorella?». Il punto centrale dell’attività della congregazione, spiega monsignor Gianfranco Poli, «sono le missioni, tanto che oggi l’istituto è presente, oltre che in Italia, anche nelle periferie di Etiopia, Romania Messico e Uganda negli ospedali, negli istituti educativi e assistenziali, nelle scuole e nelle case di accoglienza per gli anziani»

Il gruppo folkloristico Santa Maria di Arzachena ha voluto fortemente far ascoltare a Papa Francesco «i suoni e le voci» della tradizione culturale della sua terra «La Sardegna non è solo mare — ha spiegato il vice sindaco Cristina Usai — ma ha anche una storia grande e importante che vogliamo custodire, rilanciare e far conoscere».

Particolarmente significativo, infine, l’abbraccio del Papa ai giovanissimi calciatori della selezione canadese under 14, in Italia per una serie di partite. A guidarli è Dwayne De Rosario, una delle star del football del Canada. «Incontrare il Papa — ha affermato il centrocampista che ha il record di reti nella sua nazionale — è parte integrante del nostro impegno per l’educazione e la formazione dei giovani, perché capiscano che lo sport non è solo una questione tecnica o agonistica ma anche un’esperienza di vita per crescere secondo i valori del rispetto e della solidarietà».

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26 aprile 2018

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