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​Nella memoria del concilio

Una porta spalancata per “entrare” nell’abbraccio della misericordia del Padre e per “uscire” verso gli altri con lo spirito del buon samaritano. Da questa porta santa della basilica vaticana — aperta dal Papa qualche minuto dopo le 11 di martedì 8 dicembre — passeranno migliaia e migliaia di pellegrini fino al 20 novembre 2016, giorno in cui si concluderà il giubileo straordinario.

Il primo a varcarla è stato proprio Francesco, seguito da un altro pellegrino d’eccezione, il Pontefice emerito Benedetto XVI. È iniziato con questa inedita immagine — due Papi che passano attraverso la porta santa — il primo giubileo dell’era digitale, quello che ha raggiunto in tempo reale ogni parte del mondo non solo tramite la televisione ma anche e soprattutto attraverso fotocamere, tablet, smartphone interconnessi alla rete globale grazie ai social media. Milioni e milioni di persone hanno assistito all’avvenimento grazie alla diretta trasmessa in mondovisione con l’utilizzo di tecnologie che hanno assicurato il più alto livello qualitativo di immagini mai raggiunto per una celebrazione papale.

Un giubileo inaugurato nel segno dell’affettuoso abbraccio tra Jorge Mario Bergoglio e Joseph Ratzinger nell’atrio della basilica vaticana. Subito dopo Francesco ha presieduto il rito dell’apertura della porta santa, nella sostanza quello istituito da Alessandro VI per il giubileo del 1500, sia pure snellito e semplificato anche attraverso il ricorso all’italiano al posto del latino. Diversamente dai precedenti, il rito ha avuto ,luogo a conclusione della messa, celebrata alla presenza di oltre cinquantamila fedeli che avevano raggiunto piazza San Pietro fin dalle prime ore di una mattina brumosa. Tutto si è svolto ordinatamente e senza inconvenienti, anche per merito dell’imponente ma discreto sistema di sicurezza messo in atto per l’occasione.

di Nicola Gori

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12 dicembre 2019

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