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Nella logica di Dio non c’è spazio per l’orgoglio

· All’Angelus il Papa chiede ai fedeli di continuare a pregare per la pace in Medio Oriente ·

Nella «logica di Dio» non c’è spazio per l’orgoglio, «perché  Egli è totale pienezza ed è tutto proteso ad amare e donare vita». Lo ha ricordato il Papa all’Angelus di domenica 23 settembre, recitato con i fedeli riuniti nel cortile del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.

Riferendosi all’episodio del vangelo di Marco che racconta il secondo annuncio della passione, morte e risurrezione di Gesù, il Pontefice ha sottolineato l’atteggiamento di incomprensione con cui esso viene accolto dai discepoli. A riprova che «la logica di Dio è sempre “altra” rispetto alla nostra». Per questo — ha spiegato — «seguire il Signore richiede sempre all’uomo una profonda con-versione, un cambiamento nel modo di pensare e di vivere, richiede di aprire il cuore all’ascolto per lasciarsi illuminare e trasformare interiormente».

In particolare c’è «un punto-chiave in cui Dio e l’uomo si differenziano»: l’orgoglio. «In Dio — ha affermato Benedetto XVI — non c’è orgoglio, perché Egli è tutta la totale pienezza ed è tutto proteso ad amare e donare vita». Negli uomini, invece, «l’orgoglio è intimamente radicato e richiede costante vigilanza e purificazione. Noi, che siamo piccoli, aspiriamo ad apparire grandi, ad essere i primi, mentre Dio, che è realmente grande,  non teme di abbassarsi e di farsi ultimo».  Da qui l’invito a mettersi alla scuola di Maria, che è «perfettamente “sintonizzata” con Dio»,  imparando da lei «a seguire fedelmente Gesù sulla via dell’amore e dell’umiltà».

Al termine della preghiera mariana — dopo aver ricordato la testimonianza del sacerdote francese Louis Brisson, fondatore delle oblate e degli oblati di San Francesco di Sales, beatificato sabato 22 settembre a Troyes — il Papa ha rivolto espressioni di saluto in diverse lingue ai gruppi presenti. Ai francesi, in particolare, ha espresso riconoscenza per la «preghiera che ha accompagnato la bella riuscita del viaggio apostolico in Libano, e per estensione all’insieme del Medio Oriente», aggiungendo: «Continuate a pregare per i cristiani mediorientali, per la pace e per il dialogo sereno tra le religioni».

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