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Nella grande mela

Lo hanno accolto sulle note di New York, New York. Un benvenuto davvero inconsueto per Papa Francesco al suo arrivo, nel pomeriggio di giovedì 24 settembre, all’aeroporto internazionale John Fitzgerald Kennedy. La “grande mela” si è voluta presentare all’illustre ospite — quarto Pontefice a visitare la città dopo Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI — in una maniera informale, sicuramente originale, affidandosi alla brass band composta da giovani della Xaverian High School. 

E al chiassoso entusiasmo di alcune centinaia di persone venute a salutarlo. Saluto che Francesco ha ricambiato dopo aver ricevuto il benvenuto dall’arcivescovo di New York, cardinale Timothy Michael Dolan, dall’osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu, arcivescovo Bernardito C. Auza, e dal vescovo di Brooklyn, monsignor Nicholas A. DiMarzio, nel cui territorio ricade l’area dell’aeroporto.

Al termine della breve ma calorosa cerimonia di benvenuto, il Papa è il seguito — del quale durante la permanenza a New York faranno parte il cardinale Dolan, l’arcivescovo Auza e i monsignori Simon Kassas e Joseph Grech, rispettivamente consigliere e segretario della missione permanente presso le Nazioni Unite — si sono trasferiti in elicottero all’eliporto di Manhattan Downtown, scortati da tre aerei del corpo dei Marines. Da qui in auto il corteo papale ha raggiunto la cattedrale di St. Patrick, la più grande cattedrale neo gotica del Nord America, con le sue guglie alte circa cento metri, singolarmente stridente con i moderni grattacieli che la circondano e sovrastano.

Giunto sul sagrato il Pontefice è stato accolto dal sindaco di New York, Bill de Blasio, e dal governatore dello Stato, Andrew Cuomo. All’ingresso della cattedrale, dove sono in via di ultimazione imponenti lavori di restauro, come testimoniato dall’ultimo ponteggio ancora in piedi, è stato salutato dal rettore, monsignor Robert T. Ritchie. Ad attenderlo all’interno della cattedrale tremila tra sacerdoti, religiosi e religiose della diocesi. L’incontro si è aperto con celebrazione dei vespri, durante i quali Papa Francesco ha tenuto l’omelia, in spagnolo, sottolineando come St. Patrick sia un simbolo dell’opera di generazioni di sacerdoti e laici che hanno contribuito all’edificazione della Chiesa nel Paese. Ha poi ricordato le sofferenze causate dallo scandalo degli abusi sessuali perpetrati da alcuni membri del clero, ma ha anche ringraziato i sacerdoti per il servizio offerto al popolo di Dio, incoraggiandoli e mettendoli in guardia da alcuni rischi, tra cui l’efficientismo. Quindi ha espresso ammirazione e gratitudine per le religiose: «Che cosa sarebbe questa Chiesa senza di voi?».

dal nostro inviato Gaetano Vallini

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23 maggio 2019

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