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Accelera
la corsa al riarmo

· Secondo uno studio presentato a Londra ·

Nella tristissima corsa al riarmo si conferma l’emergere del continente asiatico. Tra il 2012 e il 2016 ha visto una crescita annua del 5-6 per cento di risorse destinate alla difesa, che lo scorso anno hanno visto un calo dello 0,4 per cento su scala globale, condizionato in particolare dalle riduzioni in Medio Oriente. A fotografare l’equilibrio delle forze militari nel mondo è l’annuale studio dell’International institute for strategic studies. Ieri a Londra ha presentato il rapporto «The military balance 2017», che purtroppo conferma anche che non c’è stata in nessuna area del mondo una riduzione dei conflitti o dei rischi. L’Asia si conferma l’area del mondo in cui le spese militari crescono con maggiore rapidità, mettendo in dubbio i rapporti di forza che eravamo abituati a considerare in tempi recenti, cioè, in sostanza, la predominanza occidentale, sia in termini di capacità tecnologica che di risorse. Già nel 2012 l’Asia aveva superato l’Europa in termini di spese militari e nel 2016 il continente asiatico ha speso 1,3 volte più del vecchio continente. Il ruolo degli Stati Uniti di maggiore potenza militare del pianeta non è in discussione, con un budget 2016 di 604,5 miliardi di dollari, la Cina si conferma al secondo posto, con 145 miliardi di dollari di spesa, trainando tutto il continente asiatico. E — sottolinea il rapporto — «la predominanza occidentale in termini di sistemi d’arma avanzati non è più un dato scontato». Per anni la Cina è stata impegnata principalmente nel riprodurre armi su modelli ex sovietici o su nuovi sistemi russi. Ora, però, è evidente che in alcuni settori chiave Pechino si sta distinguendo per una nuova produzione frutto di una sempre più intensa attività di ricerca nazionale.

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16 settembre 2019

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