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Nella casa romana di Newman

· Il nuovo Museo Missionario di Propaganda Fide ·

È stato appena inaugurato a Roma il Museo Missionario di Propaganda Fide. Pubblichiamo quasi integralmente l'intervento pronunciato in occasione della presentazione dal cardinale prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

Il Museo Missionario di Propaganda Fide è un documento visibile che narra la storia della Congregazione e l'opera missionaria, che la stessa coordina e dirige in tutto il mondo. Fu Papa Gregorio XV (Alessandro Ludovisi, 1621-1623) con la Inscrutabili divinae a costituire, nel 1622, la Sacra Congregazione de Propaganda Fide, come esigenza della Chiesa di inviare sacerdoti preparati nelle terre che si andavano via via scoprendo. Ai missionari era richiesto di «non rigettare niente di quanto di buono, puro e santo c'è nelle culture e religioni dei popoli» e di formare un clero locale capace di diffondere il Vangelo in termini comprensibili e di favorire la formazione di nuove diocesi, di chiese locali con clero e vescovi indigeni.

Sono, infatti, necessari due elementi per comprendere l'avventura missionaria della Chiesa dal XVII secolo fino a oggi: documenta et monumenta .

I documenti sono la riflessione di fede che questa Congregazione ha attuato fin dalla sua fondazione, dando direttive agli operatori del Vangelo, che hanno operato in Paesi e culture diverse. Anche a distanza di secoli, i documenti della Congregazione appaiono profetici, per quanto riguarda il rispetto, la stima, la preservazione della culture dei popoli, cui si annunciava il Vangelo. Questo riguarda piuttosto gli studiosi di teologia.

Monumenta : sono gli oggetti, le opere d'arte, le fotografie, accumulate lungo quattro secoli, che testimoniano e danno conferma di quanto la Chiesa ha operato nel mondo. Come in antico la pittura, la scultura e la stessa architettura erano espressioni della fede cristiana, tanto da essere considerate una catechesi vivente per i cristiani e proclamazione per i non cristiani, così abbiamo ritenuto necessario oggi allestire il museo che comunicasse ed evangelizzasse attraverso le immagini in quest'era della comunicazione mediatica.

Il Museo quindi si pone come testimone visibile della storia di Propaganda Fide nei continenti dell'Asia, dell'Africa, dell'Oceania, delle Americhe. Proprio perché la Chiesa si è sempre portata sino ai confini geografici e antropologici dell'umanità, questo museo è capace di farci gettare un rapido sguardo sulla realtà di Paesi lontani non solo nello spazio, ma anche nel tempo. Quadri, selezione di foto tra le migliaia disponibili della preziosa fototeca di Propaganda, oggetti ci offrono una conoscenza plastica del mondo e dei miracoli compiuti dalla predicazione del Vangelo.

Per queste ragioni, non è tanto un museo che si aggiunge a molti altri, di cui sono dotati il Vaticano e la città di Roma, e con cui certamente non può competere per grandezza e dovizia di mezzi. Ma è unico nel suo genere. Dice l'universalità della Chiesa, racconta il sacrificio e il coraggio di tanti missionari e missionarie che hanno dedicato e dato la loro vita per Cristo e per amore dell'umanità, e ci presenta la ricchezza culturale delle nazioni.

Non è mio compito illustravi il percorso del museo, con i suoi contenuti. Solo voglio menzionarne due luoghi di particolare significato: innanzitutto la Cappella dei Re Magi, nella quale ci troviamo. Fu voluta dal cardinale Antonio Barberini, di cui si trova il busto a destra. Il dipinto dei Tre Magi , che sovrasta l'altare, ritrae l'adorazione dei tre saggi a Gesù Bambino. In realtà si tratta dell'Epifania, cioè della manifestazione di Gesù messia ai popoli. Esso ha un significato e una valenza fondamentalmente missionaria. Tutti i popoli, che sono rappresentati dai Magi venuti dall'oriente, sono chiamati a incontrare e adorare il Cristo, il Messia, la luce che è sorta su tutta l'umanità.

Finalità della Congregazione è appunto presentare Cristo alle genti, andando sino ai confini della terra, ubbidendo al mandato che Cristo ha dato alla Chiesa: «Andate in tutto il mondo, predicate il Vangelo a tutte le creature».

Un altro luogo significativo in questo artistico e storico Palazzo di Propaganda è la cappella dedicata al Beato John Henry Newman. Egli, dopo la sua conversione al cattolicesimo, fu consigliato di andare, insieme all'amico Ambrose St. John, al Collegio di Propaganda per la formazione al presbiterato.

Al Collegio di Propaganda fecero tutto il possibile per mostrare loro una vera casa in una comunità cattolica. Newman descrive nelle sue lettere la grande cura mostrata dal cardinale Fransoni, Prefetto della Congregazione di Propaganda Fide, da monsignor Brunelli, segretario generale della medesima, e da Padre Bresciani, rettore del Collegio Urbano, per farli sentire a casa, adattando ogni cosa «alle abitudini inglesi».

«Siamo certamente alloggiati in modo splendido (...) anche meglio che in Inghilterra. Hanno isolato la fine del corridoio con un divisorio opaco, unendo così due camere opposte e rendendo la porzione isolata di corridoio al tempo stesso una stanza di passaggio e di ricevimento per gli ospiti».

Rimasero piuttosto commossi dal fatto che le loro finestre a Propaganda dessero sulla chiesa di Sant'Andrea delle Fratte, dove Nostra Signora della Medaglia Miracolosa era apparsa tre anni prima ad Alfonso Ratisbonne, il 20 gennaio 1842. «È così meraviglioso trovarmi qui a Propaganda — è come un sogno — eppure così tranquillo, così sicuro, così felice, come se vi appartenessi da sempre, come se non ci fosse stata nessuna violenta rottura o vicissitudine nella mia vita, anzi, più tranquillo e felice di prima».

L'eminente teologo, pensatore e predicatore anglicano, si ritrovò tra giovani preti e seminaristi, la maggior parte dei quali provenienti dai Paesi di missione. Tra i 120/150 studenti residenti si parlavano 32 lingue diverse. Newman ricorda «indiani, africani, babilonesi, scozzesi e americani» , e ancora «cinesi (...) egiziani, albanesi, tedeschi, irlandesi», mentre lui e Ambrose St. John erano gli unici studenti inglesi. John Henry Newman è stato ordinato sacerdote cattolico in questa Cappella dei Rei Magi il 30 maggio 1846 e ha detto la prima messa nella Cappella superiore oggi a lui intitolata.

Missione del museo e missione della Congregazione si fondono in questo luogo, nel solco profondo della cultura umanistica e della vocazione originaria di Propaganda Fide: nella «missione» spirituale, educativa, solidale di questo secolare istituto si colloca, dunque, il progetto culturale del Museo Missionario di Propaganda Fide secondo l'insegnamento di Cristo agli Apostoli: euntes docete omnes gentes ( Matteo , 28, 19).

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14 ottobre 2019

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