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Nella casa di Zaccheo

· ​Aperto il quarto congresso mondiale di pastorale per gli studenti universitari ·

Gloria Ssali, «Gesù incontra Zaccheo»

Le università sono «luoghi privilegiati per diventare la casa di Zaccheo» dove si sperimenta l’ospitalità e l’incontro con il Signore. Chiunque le frequenta, soprattutto se proviene da realtà geografiche e culturali diverse, deve potersi sentire «in famiglia e ben voluto» grazie all’impegno di insegnanti e operatori «chiamati a essere braccia affettuose e canali della linfa vitale di Dio». Ricorrendo a questa immagine il cardinale Antonio Maria Vegliò ha sollecitato le istituzioni accademiche all’apertura e all’accoglienza dei ragazzi e delle ragazze che studiano lontani dai Paesi di origine. Proprio a loro è dedicato il quarto congresso mondiale di pastorale, che il porporato ha inaugurato nel pomeriggio di lunedì 28 novembre, dando il via a cinque giorni di dibattito e di confronto sul tema «Evangelii gaudium di Papa Francesco e sfide morali nel mondo intellettuale degli studenti internazionali verso una società più sana».

Nel rivolgere il benvenuto ai numerosi partecipanti giunti a Roma dai cinque continenti, il presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti ha sottolineato come «in una società globalizzata e in continua evoluzione, anche la pastorale degli studenti internazionali» sia «soggetta a cambiamenti» e richieda «nuove strategie per la formazione delle nuove generazioni, alla luce degli insegnamenti di Cristo». Alla presenza del sottosegretario del dicastero, lo scalabriniano Gabriele Bentoglio, e del capo-ufficio e responsabile del settore monsignor Robinson Wijesinghe, la giornata inaugurale si è conclusa con la messa celebrata dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato.

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25 agosto 2019

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