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Nella Budapest di Sindbad

· Sándor Márai e Gyula Krúdy ·

Sándor Márai è uno scrittore ungherese che si colloca in un spazio letterario di indiscutibile raffinatezza. L’uscita recente di Sindbad torna a casa ne è una conferma, senonché materia, temi e argomenti affrontati in questo libro sollevano una questione di natura culturale che riguarda il rapporto tra letteratura e commercio e turismo che non si è visto venire trattato.

Nato nel 1900 Márai deve la sua notorietà al mondo e alla tradizione dell’Impero Austro Ungarico e alla sua capitale Budapest che Márai, contrario al nazismo, è costretto ad abbandonare. Nel 1948, anticomunista, ripara in Svizzera, si trasferisce a Napoli per poi emigrare negli Stati Uniti dove prende la cittadinanza. Muore nel 1989, suicida. Dimenticato, viene riscoperto, ottenendo la fama che non aveva avuto in vita. Fama legata al passato dell’Ungheria e della sua capitale. Tale, infatti, è il tema di Sindbad torna a casa il cui spunto narrativo è l’omaggio che Márai rende allo scrittore ungherese Gyula Krúdy impersonato da Sindbad, pseudonimo sotto il quale si celava il sopradetto Krúdy. Spunto a cui Márai dà sostanza narrativa nel raccontare la passeggiata reale e metaforica che Sindbad compie per la città, passeggiata della durata di un giorno.

Ed eccoci nel cuore del racconto del ritorno a casa di Sindbad: una mappatura dei luoghi, dei locali, delle persone, delle cose, degli oggetti, degli arredi che insieme costituiscono parte del tesoro delle memorie della vecchia Budapest. Il risultato è un racconto denso di un sentimento nostalgico imbevuto dall’impronta della fine e dell’esaurirsi di una vita scomparsa per sempre.

Ora il lettore può condividere o meno lo spirito orientaleggiante che pervade le pagine della passeggiata di Sindbad, il cui fine è quello di evocare una nostalgia autentica. Diverso è il caso se di quello spirito si impadronisce chi si lascia condurre da intenzioni commerciali. Ammesso per ipotesi che, per ciò che riguarda l’Italia, ci sia un Sándor Márai del Salento o un Sándor Márai del Chianti o delle Langhe, un poeta cioè che riconosce a questi luoghi la forza di una nostalgia equivalente a quella trovata a Budapest da Sándor Márai, la domanda è: che cosa succede se essa viene sfruttata da uno di quei geni del marketing e della promozione turistica agro alimentare e enogastronomica che sa mettere insieme Pavese e Fenoglio per far gustare la finanziera e il Barolo?

Non a tutte le domande si può e si deve rispondere e quella appena posta è fra queste: meglio che rimanga tale.

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13 novembre 2019

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