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Nel segno dell’ecumenismo

Non nasconde al Papa «l’emozione spirituale di aver visto a Mosca, nei giorni scorsi, donne e uomini ore e ore in fila per venerare le reliquie di san Nicola di Bari, esposte nella cattedrale ortodossa del Cristo Salvatore». Per l’ambasciatore Antonio Zanardi Landi è il segno di una svolta ecumenica, di un passo avanti che vede protagonista il popolo di Dio sulla scia tracciata dallo storico abbraccio tra Papa Francesco e il patriarca Cirillo. 

Proprio per rilanciare questo impegno ecumenico, durante l’udienza generale, il diplomatico italiano ha voluto donare al Pontefice la medaglia che nel 2011 la Federazione russa ha significativamente dedicato al santo. Un gesto compiuto insieme con l’ambasciatore russo presso la Santa Sede, Alexander Avdeev, già ministro della cultura e particolarmente sensibile al dialogo spirituale tra oriente e occidente. «Nella medaglia — spiega Zanardi Landi — l’immagine di san Nicola è intrecciata coi profili di due luoghi cari alla religiosità cristiana: Sergiev Possad per l’oriente e Bari per l’occidente». E così «la medaglia coniata dalle autorità russe riconosce nella comune venerazione di san Nicola una forza unificante tra cattolici e ortodossi».

Sempre in chiave ecumenica, significativi gli abbracci del Pontefice alla delegazione svedese, guidata dall’arcivescovo Anders Arborelius — che sarà cardinale al concistoro del prossimo 28 giugno — e composta da esponenti cattolici e luterani. Una visita che Arborelius aveva annunciato a Francesco già otto mesi fa durante lo storico viaggio nel paese scandinavo per l’avvio delle celebrazioni in occasione del cinquecentesimo anniversario della riforma di Lutero. Il Papa ha accolto anche i rappresentanti della comunità di lavoro delle Chiese cristiane in Germania, venuti per consegnargli il testo Riconciliati insieme, pubblicato congiuntamente sempre per commemorare la riforma luterana. A guidare il gruppo, il vescovo di Speyer, monsignor Karl-Heinz Wiesemann.

Durante l’udienza è stato presentato al Papa un vero e proprio ventaglio di concretissime iniziative di carità, solidarietà e riconciliazione. L’attività di un centro che, nella periferia più povera di La Paz, in Bolivia, cerca di dare accoglienza e futuro a centocinquanta bambini abbandonati gli è stata illustrata da Irene Ucha, che con la figlia Sara ha dato vita alla fondazione Mario Losantos. Di carità «senza confini» sono venuti a parlare al Papa cento pellegrini di San Marino, che da oltre trent’anni promuovono iniziative in Zambia, Repubblica Democratica del Congo, Kenya, Romania, Russia, Brasile, Indonesia, Filippine, Polonia e Terra santa, oltre che in Italia.

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