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​Nel segno della memoria

Si è aperta nel segno della memoria e della preghiera la seconda giornata del Papa in Armenia. Intensa e commovente la visita compiuta sabato mattina, 25 giugno, al memoriale dedicato alle vittime del “Grande Male”, lo sterminio patito dagli armeni agli albori del ventesimo secolo sotto l’impero ottomano. Davanti alla fiamma perenne che arde sulla spianata del Tzitzenakaberd, la “fortezza delle rondini”, Francesco ha pregato insieme a Karekin II abbracciando il dolore e le ferite di un popolo intero.

Accompagnato dal catholicos, il Pontefice è giunto intorno alle 8.40 al memoriale dove è stato accolto dal presidente Sargsyan. Insieme, lentamente, in silenzio, hanno percorso il viale centrale: cento metri costeggiati dal muro della memoria, lungo il quale sono incisi i nomi delle principali città e località colpite dal Metz Yéghern; sul lato opposto le targhe con i nomi di alcuni personaggi che hanno avuto il cuore e il coraggio di aiutare gli armeni perseguitati, tra i quali Benedetto XV.

A metà tragitto la banda dell’esercito ha cominciato a suonare note struggenti e malinconiche. Una corona di fiori portata da due militari ha guidato la processione verso il memoriale, nel quale le dodici grandi lastre inclinate verso l’interno — a simboleggiare le regioni colpite dallo sterminio — definiscono il cerchio centrale dove arde la fiamma perenne in ricordo delle vittime.

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23 maggio 2019

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