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​Nel segno della fedeltà

· Cinquanta anni di sacerdozio del cardinale Sandri ·

Cinquant’anni fa, il 2 dicembre 1967, veniva ordinato prete dall’arcivescovo Juan Carlos Aramburu, allora coadiutore di Buenos Aires, del quale in seguito sarebbe divenuto segretario. Iniziava così il lungo e «fruttuoso» ministero sacerdotale del cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali. Un ministero nel quale «ogni talento apostolico» è stato dedicato «al progresso della Chiesa universale», come scrive Papa Francesco nella lettera inviata al porporato argentino in occasione del giubileo d’oro, celebrato sabato 2 dicembre nella basilica romana dei Santi Apostoli.

Norman Blamey, «Ordinazione» (1956)

Lo stesso Pontefice ricorda le tappe più importanti della vita del porporato, che nel 1970 giungeva a Roma, dove si laureava in diritto canonico e frequentava la Pontificia accademia ecclesiastica, entrando poi al servizio della Santa Sede. Numerosi gli incarichi svolti nella diplomazia vaticana: prima nella nunziatura apostolica in Madagascar, poi in Segreteria di Stato e, infine, nella rappresentanza pontificia degli Stati Uniti d’America. Richiamato di nuovo a Roma, Sandri è stato per breve tempo reggente della Prefettura della Casa pontificia, prima della nomina ad assessore e poi — dopo l’esperienza di nunzio in Venezuela e in Messico — a sostituto della Segreteria di Stato. Proprio in tale veste, fu lui a dare al mondo il triste annuncio della morte di Giovanni Paolo ii il 2 aprile 2005.

Dal 2007 prefetto della Congregazione per le Chiese orientali e gran cancelliere del Pontificio istituto Orientale, il cardinale ha voluto celebrare il cinquantesimo di ordinazione sacerdotale insieme con confratelli, parenti, collaboratori e amici. In tanti hanno partecipato al rito liturgico, durante il quale il porporato ha reso grazie al Signore per la sua vita sacerdotale ed episcopale, richiamando alcuni tratti significativi della sua esperienza pastorale. 

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