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Nel segno della carità

· L’ultima giornata degli esercizi spirituali per la Curia romana ·

 Si sono conclusi, nel segno della carità, i sei giorni di ritiro durante i quali padre Michelini ha proposto una serie di riflessioni sulla passione, la morte e la risurrezione di Gesù alla luce del vangelo di Matteo.

Ulla Thynell, «Gregor Samsa»

Proprio un gesto di carità “mancato” ha fornito lo spunto al francescano per la sua nona e ultima meditazione. Se qualcuno, infatti, avesse avuto la «carità» di entrare nella stanza di Gregor Samsa — il personaggio kafkiano delle Metamorfosi — probabilmente egli da «orribile insetto» in cui si era trasformato, avrebbe «ritrovato la propria umanità» e «sarebbe tornato a essere uomo». E quante persone, oggi, non più in un romanzo, ma nella vita reale, attendono di sentirsi dire: «Sei un uomo!»?

Così il predicatore ha abbinato la lettura del vangelo di Matteo alla citazione di «uno degli autori più rappresentativi dello scorso secolo», per guidare i presenti all’incontro con Cristo risorto che, «nonostante i nostri dubbi e i nostri peccati», si avvicina sempre all’uomo e lo perdona. L’“essere vicino” di Gesù diventa così programma di vita per ogni cristiano.

Dopo una settimana di riflessione sulla passione e la morte di Gesù, ha detto il francescano all’inizio della riflessione, «finalmente un respiro: “È risorto!”». La meditazione sul significato della croce e della sofferenza, si scioglie così nella consapevolezza cristiana che consola: «la morte di Gesù non è la fine del Vangelo. La fine è un nuovo inizio!».

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22 settembre 2019

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