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Nel ricordo del piccolo Aylan

Una sosta davanti alla scultura che ricorda la tragica fine di Aylan Kurdi, il bimbo siriano trovato, il 2 settembre 2015, riverso su una spiaggia in Turchia dopo il naufragio del gommone sul quale la sua famiglia, insieme ad altri migranti, inseguiva la speranza di una vita migliore. Con questo significativo gesto è iniziata, lunedì 16 ottobre a Roma, la visita di Francesco all’Organizzazione delle Nazione Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), in occasione della giornata mondiale dell’alimentazione. La scultura, opera dell’artista trentino Luigi Prevedel, raffigura un angelo piangente accanto al corpicino del piccolo senza vita ed è stata donata dal Pontefice per sottolineare il tema della giornata: «Cambiamo il futuro delle migrazioni».

Il Papa è giunto al palazzo in via delle Terme di Caracalla qualche minuto prima delle 9, accompagnato dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, dagli arcivescovi Angelo Becciu, sostituto, e Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. Ad accogliere Francesco, alla presenza di monsignor Leonardo Sapienza, reggente della Prefettura della Casa pontificia, c’erano monsignor Fernando Chica Arellano, osservatore permanente della Santa Sede presso le organizzazioni e gli organismi delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, e José Graziano da Silva, direttore generale della Fao.

Dopo aver benedetto la statua posta nell’atrio d’ingresso del palazzo, il Pontefice si è recato nella sala Cina per un breve incontro con il direttore generale alla presenza di Daniel Gustafson, direttore generale aggiunto, di Mario Lutbekin, capo di gabinetto, e, per parte vaticana, del cardinale Parolin e di monsignor Chica Arellano. Dopo la firma del libro d’onore Francesco, salito in ascensore al secondo piano, ha raggiunto la sala Caribe. Qui ha salutato il presidente del Madagascar, Hery Rajaonarimampianina, i ministri degli esteri dello stesso paese e del Messico, i ministri dell’agricoltura del Madagascar, dell’Italia, del Canada, della Francia e degli Stati Uniti d’America, il sottosegretario per l’ambiente di Gran Bretagna, il segretario per l’agricoltura di Germania, i commissari per l’agricoltura dell’Europa e dell’Unione africana, l’ambasciatore del Giappone alla Fao, il presidente del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo e il direttore esecutivo del Programma alimentare mondiale.

Al termine, accolto da un applauso, Papa Francesco ha fatto ingresso nella sala Plenaria per l’apertura della giornata mondiale dell’alimentazione.

A introdurre i lavori è stato il responsabile della comunicazione della Fao, Enrique Yeves, che ha presentato un video introduttivo sul tema. In esso, l’orchestra di Piazza Vittorio, composta da migranti da tutto il mondo, e la piccola orchestra di Tor Pignattara, un gruppo di giovani musicisti migranti di seconda generazione, accompagnano con i loro strumenti toccanti immagini con le quali la Fao invita a investire nella sicurezza alimentare e nello sviluppo delle aree rurali per fronteggiare le migrazioni forzate di milioni di persone nel mondo.

Dopo il saluto del direttore generale da Silva, Francesco ha letto in spagnolo il discorso con il quale ha aperto ufficialmente l’incontro. Nelle stesse ore, con due tweet sull’account @Pontifex, ha rilanciato «l’imperativo» di garantire «l’accesso al cibo necessario» come «diritto di tutti» che «non consente eclusioni». Infine, lasciata l’aula il Papa, accompagnato dal direttore generale, si è diretto verso l’uscita del palazzo, fermandosi lungo il percorso a salutare il personale della Fao.

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