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Nel nuovo contesto
del Mediterraneo

Venerdì 21 giugno Papa Francesco partecipa al convegno di teologia organizzato a Napoli dalla Sezione San Luigi della Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale (Pftim). Questo convegno fa parte di una serie di attività culturali che il centro teologico dei gesuiti di Posillipo propone e promuove per elaborare una teologia adatta al nuovo contesto del Mediterraneo — dovuto all’inarrestabile fenomeno migratorio e alla conseguente convivenza di popoli, di culture e religioni diverse. Nelle conferenze del 20 giugno vengono analizzate le complessità e le tensioni che caratterizzano il nuovo contesto del Mediterraneo. Il giorno seguente saranno suggerite piste per la soluzione di queste tensioni. Papa Francesco parteciperà all’evento dal mattino di questo giorno e concluderà il convegno con una conferenza intitolata: «La teologia dopo Veritatis gaudium nel contesto del Mediterraneo».

Nel corso del convegno verranno trattati il fenomeno migratorio, l’interculturalità, le difficoltà dell’incontro e della convivenza tra le culture e le religioni del Mediterraneo e il discernimento come metodo di soluzione di tali difficoltà. Si parlerà della teologia nel Mediterraneo, e del proemio della Veritatis gaudium (Vg) come testo ispiratore per delineare l’orizzonte di una teologia per il Mediterraneo. A 40 anni dalla pubblicazione della Sapientia christiana, la nuova costituzione apostolica per la riforma degli studi ecclesiastici (Vg) incoraggia e promuove un rinnovamento delle facoltà teologiche, fornendo a questo scopo quattro criteri. Innanzitutto: a) la contemplazione e l’introduzione spirituale, intellettuale ed esistenziale nel cuore del kerygma; poi, b) il dialogo a tutto campo, «per fare esperienza comunitaria della gioia della Verità e per approfondirne il significato e le implicazioni pratiche»; c) «l’inter- e la trans-disciplinarietà esercitate con sapienza e creatività nella luce della Rivelazione». Infine, d) «la necessità urgente di “fare rete” tra le diverse istituzioni che, in ogni parte del mondo, coltivano e promuovono gli studi ecclesiastici, attivando con decisione le opportune sinergie anche con le istituzioni accademiche dei diversi Paesi e con quelle che si ispirano alle diverse tradizioni culturali e religiose, dando vita al contempo a centri specializzati di ricerca finalizzati a studiare i problemi di portata epocale che investono oggi l’umanità, giungendo a proporre opportune e realistiche piste di risoluzione» (dal proemio di Vg).

Questi criteri per la riforma degli studi ecclesiastici si possono realisticamente applicare in una facoltà teologica se in essa si danno o si favoriscono i presupposti per la disponibilità al cambiamento e alla conversione, stabilendo che la missione comune debba essere superiore alle individualità; la disponibilità alla collaborazione debba essere sincera e non guidata dalle logiche degli interessi e dei vantaggi personali e dei gruppi di appartenenza; il protagonismo non prevalga sul servizio agli studenti che è praticato con l’insegnamento e con la condivisione dei risultati delle ricerche dei docenti.

La partecipazione del Santo Padre al convegno del 20 e 21 giugno segnerà il futuro della Pftim. Il convegno sarà un bel momento di incontro tra rappresentanti di alcune facoltà di teologia e università italiane ed estere; sarà un riferimento importante per l’approfondimento del proemio di Vg e per l’attualizzazione della teologia nelle diverse aree e nei vari contesti in cui operano le facoltà di teologia. A partire da Napoli e dal Mediterraneo la partecipazione di Papa Francesco al convegno sarà una testimonianza dell’ascolto che è presupposto del dialogo e che rende possibile l’accoglienza come pratica evangelica e come metodologia di una teologia contestuale la quale nei segni dei tempi discerne l’attualità del Vangelo e la presenza dello Spirito del Risorto. (pino di luccio)

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