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Misericordia e multipolarità

· Il segretario di Stato chiede ai teologi di calarsi nella realtà ·

«La teologia non può prescindere da un tempo e da uno spazio preciso che è il mondo reale. Dio, infatti, non parla in astratto, ma alle persone concrete che vivono in una data epoca». È stato un forte e deciso richiamo a una teologia incarnata quello fatto dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, nella mattina di venerdì 24 aprile. Il porporato ha tenuto a Padova la lectio magistralis nel Dies academicus della Facoltà teologica del Triveneto, che quest’anno festeggia il decimo anniversario della fondazione.

Poliedro raffigurato in una tarsia marmorea della basilica di San Marco a Venezia

Il cardinale ha messo i teologi a confronto con il mondo contemporaneo e con i suoi problemi: ha parlato, ad esempio, delle «nuove migrazioni» di fronte alle quali occorre «farsi portatori di istanze etiche capaci di trasformarsi in azioni politiche necessariamente condivise». Una condivisione, ha specificato, «che va oltre gli stessi legami europei, trattandosi di una realtà le cui cause sono determinate da una comunità internazionale in cui i responsabili, Stati e istituzioni intergovernative, sono preoccupati di garantire equilibri sempre più precari piuttosto che puntare a una stabilità e costruire situazioni pacifiche».

Nell’aula magna — alla presenza del patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, gran cancelliere della facoltà, del vescovo di Padova, Antonio Mattiazzo, vice gran cancelliere, e del preside, monsignor Roberto Tommasi — il cardinale Parolin ha parlato agli studenti e agli accademici indicando loro delle linee guida per rispondere sempre meglio alla finalità di «far giungere la proposta del Vangelo al mondo e agli uomini di oggi». E il richiamo al vitale e continuo confronto con «i segni dei tempi» è stato portato avanti dal porporato individuando quali sono «i modi di annuncio della buona Novella» nel magistero di Papa Francesco. Due i termini fondamentali emersi dall’approfondita e articolata riflessione: la necessità del dialogo in un mondo aperto: «Il mondo che Papa Francesco descrive e interpreta — ha detto il segretario di Stato — è un mondo aperto, dove in principio non esistono situazioni o abitudini precostituite, ma è un mondo di relazioni e di dialogo, due aspetti che sono per lui una regola di vita».

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22 gennaio 2020

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