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Nel mondo 244 milioni di migranti

· ​L’Asia è la principale area di provenienza ·

Il fenomeno dell’immigrazione, con le sue drammatiche conseguenze, riguarda tutto il mondo, e non soltanto un continente o un Paese. I flussi di arrivi che stanno investendo l’Europa rappresentano infatti solo una piccola parte di una realtà molto più complessa e globale. A dimostrarlo è l’ultima edizione dell’International Migration Report delle Nazioni Unite, che analizza nel dettaglio destinazioni, provenienza, concentrazioni dei soggetti migrati all’estero. 

Dal documento emerge per la prima volta un quadro completo che racconta un’altra faccia della globalizzazione.
Le persone che vivono in un Paese diverso rispetto a quello di nascita ammontano, alla fine del 2015, a 244 milioni. Una platea di “stranieri” che si è ingrossata del 41 per cento dall’inizio del secolo. È il continente asiatico, con 104 milioni di soggetti residenti altrove nel 2015 a essere la prima area di provenienza. Quasi la metà del totale della popolazione migrante nel mondo è composta da indiani (16 milioni), cinesi (10 milioni), originari del Bangladesh e del Pakistan. Anche l’Europa ha un ruolo da protagonista nella diaspora con 62 milioni (il 25 per cento del totale mondiale) tra i quali russi e ucraini in testa (11 e 6 milioni).
Il report delle Nazioni Unite analizza anche il profilo dei migranti internazionali. Per quanto riguarda il genere, la quota delle donne è scesa (dal 49,1 al 48,2 per cento) dal 2000 al 2015, ma l’Europa così come il Nord America restano le aree con le percentuali femminili più alte (intorno al 52 per cento), soprattutto a causa di una forte presenza di anziani e della maggiore speranza di vita delle donne. Relativamente all’età media, il documento delle Nazioni Unite segnala un innalzamento da 38 a 39 anni dei migranti, con gli africani che si confermano i più giovani (da 28 a 29 anni). Cresciuta nell’arco di tempo considerato anche la platea degli under 20: sono 37 milioni, il 15 per cento del totale. 

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14 ottobre 2019

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