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Nel Mediterraneo si continua a morire

· Cala il numero di migranti ma non quello delle vittime di naufragi ·

Nonostante il forte calo dei viaggi di migranti sulla rotta del Mediterraneo centrale, il Mare Nostrum resta un passaggio letale per i migranti: secondo gli ultimi dati dell’agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni (Oim), dall’inizio dell’anno al 21 ottobre scorso un totale di 1857 migranti irregolari sono morti mentre tentavano di raggiungere l’Europa via mare. 

Oltre i due terzi sono stati registrati nelle acque tra il Nord Africa e la Sicilia, ha precisato l’Oim in una nota pubblicata ieri a Ginevra. Sul fronte degli arrivi, l’Agenzia delle Nazioni Unite per la migrazione, riferisce che 94.676 migranti e rifugiati sono entrati in Europa via mare dall’inizio del 2018 al 21 ottobre, di cui 45.145 in Spagna, che si conferma la principale destinazione con il 46 per cento di tutti gli sbarchi per l’anno in corso. Poi, seguono gli arrivi in Grecia che sono stati 25.938 e quelli in Italia, che sono stati 21.935. Tra i dati raccolti dall’agenzia c’è anche quello relativo al numero di migranti vulnerabili rimpatriati in Libia nel 2018, nell’ambito del programma di Ritorno volontario umanitario (Vhr): si tratta di oltre 13.000 persone. In particolare per quanto riguarda l’Italia, l’Oim ha spiegato che dal primo gennaio al 19 ottobre, 12.465 uomini, donne e bambini sono arrivati via mare dopo essere partiti dalla Libia, su un totale di quasi 22.000 arrivi di migranti giunti via mare in Italia: gli altri sono partiti da Tunisia, Algeria e altri paesi della costa mediterranea. Nella conferenza stampa ieri a Ginevra in cui sono stati presentati i dati, è stato ribadito che il più consistente pattugliamento da parte della Guardia costiera libica che intercetta i migranti al largo e li riconduce in Libia ha avuto un impatto sul numero di viaggi irregolari fino all’Italia nell’anno in corso. Il primo “sorpasso” nei numeri di arrivi della Spagna sull’Italia è stato registrato a luglio scorso.

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22 maggio 2019

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