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Altri naufragi
nel Mediterraneo

· Ancora sospensioni al trattato di Schengen ·

Sono 113 i morti in quattro distinti naufragi avvenuti davanti alle coste libiche tra venerdì e domenica scorsa. Lo riferisce l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), aggiornando a 1.357 il bilancio dei migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo da inizio anno.

Migranti soccorsi nel canale di Sicilia (Reuters)

Gli arrivi, in Italia, Grecia, Cipro e Spagna, da gennaio sono aggiornati a quota 184.546. Nello stesso periodo del 2015 erano stati 55.750. Intanto, la Commissione europea ha dato il suo via libera all’estensione, per un ulteriore periodo di sei mesi, alla reintroduzione dei controlli alle frontiere di 5 Paesi dell’area Schengen. Si tratta di Austria, Germania, Danimarca, Svezia, Norvegia per quanto riguarda alcuni porti. La Commissione conferma comunque il suo obiettivo di ritornare «a un funzionamento normale dell’area Schengen» e di «eliminare tutti i controlli ai confini interni» entro la fine del 2016. C’è un altro via libera della Commissione. Si tratta dell’attesa raccomandazione a Consiglio e Parlamento Ue a procedere per la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi nell’area Schengen. È uno dei punti più controversi dell’intesa tra i 28 e la Turchia, per ridurre gli sbarchi in Grecia. Ad Ankara restano cinque criteri da soddisfare, da qui a fine giugno, tra cui quello dei passaporti biometrici. A livello politico, c’è da dire che la crisi dei migranti e dei rifugiati sarà in cima all’agenda del g7, che si terrà in Giappone a fine mese. Lo assicura il presidente dell’Ue, Donald Tusk, parlando di «una crisi globale che nessun Paese da solo o nessun gruppo di Paesi può risolvere se non si costruisce una consapevolezza altrettanto globale».

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