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Nel dibattito pubblico senza tradire la verità

· Il cardinale Tarcisio Bertone ai media cattolici ·

I media cattolici hanno una grande responsabilità: «come gli altri, sono chiamati a informare e formare», ma devono anche contribuire «all'annuncio di Cristo e all'apertura della società a Dio». Lo ha ricordato il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, ai partecipanti al congresso della stampa cattolica promosso dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, durante la messa celebrata mercoledì mattina, 6 ottobre, nella Basilica Vaticana.

Ai giornalisti giunti da tutto il mondo per confrontarsi sul ruolo della stampa cattolica nell'era digitale, il porporato ha indicato anche modalità operative, esortando i presenti a saper mostrare «la plausibilità del rapporto che lega ragione e fede in un confronto rispettoso e chiaro con le diverse posizioni presenti nel dibattito pubblico». E — ha ammonito — «senza cedere alla tentazione di dare spazio a interessi di parte o settari — politici, economici o persino religiosi — per servire senza tradimenti soltanto quello che Manzoni chiamò “il santo vero”, la verità».

Un compito grande dunque — ha aggiunto — se si tiene anche conto «della povertà delle risorse disponibili. Ma proprio questa condizione fa parte dello stile con cui il Regno di Dio si fa strada. La vostra ricchezza e forza è nel Vangelo che comunicate, il vostro sostegno è Dio. Fategli spazio». La messa in San Pietro è stata concelebrata da dodici presuli, tra cui l'arcivescovo Claudio Maria Celli, presidente del dicastero delle comunicazioni sociali, e da una sessantina di sacerdoti. Tra i numerosi presenti, il direttore del nostro giornale.

Quello dei media cattolici — aveva detto il cardinale Bertone all'inizio dell'omelia — è un «variegato mondo», ma è anche una «realtà significativa nel panorama più ampio dell'informazione mondiale». Riferendosi alle letture proclamate durante la liturgia della Parola, il porporato ha ricordato come «anche nel nostro tempo, i discepoli di Cristo siano chiamati a ricordarsi dei poveri, condividendo con loro, oltre ai beni materiali, il dono più prezioso, cioè il Vangelo: questa — ha spiegato — è la più grande carità che possiamo fare a quanti sono emarginati, oppressi, colpiti da varie alienazioni e povertà. Evangelizzare i poveri: questo è il progetto di Gesù, questa è la vocazione della Chiesa, questa è la missione di ogni battezzato». L'evangelizzazione, del resto, sta a fondamento di tutta l'opera della Chiesa e la promozione umana è parte integrante e quindi costitutiva di essa. «Non è però — ha avvertito — sostitutiva dell'evangelizzazione, né a essa alternativa. Nulla si deve anteporre alla proclamazione del Vangelo». Per questo, a maggior ragione, i testi biblici meditati durante il rito possono essere riferiti agli operatori della comunicazione sociale. «Dio ha voluto che nell' agorà degli uomini — ha detto il segretario di Stato — risuonasse anche la sua voce e la sua parola. La Chiesa, testimone fin dalle origini della predicazione e delle azioni con cui Gesù ha annunciato il Regno, esiste per comunicare agli uomini questa bella notizia». Ed è in tale contesto che il cardinale Bertone vede l'opera della stampa cattolica, la quale, «attraverso l'inculturazione del Vangelo dentro il linguaggio giornalistico, tende a rendere i media più capaci di trasmettere e lasciare trasparire il messaggio evangelico. La vostra modalità di comunicare il Vangelo — ha proseguito rivolgendosi direttamente ai giornalisti intervenuti — risponde a un'urgente esigenza della fede oggi: l'esigenza che essa sia sempre più una fede pensata, per diventare chiave interpretativa e criterio valutativo di ciò che accade».

Il cardinale Bertone ha anche sottolineato come i media non siano mai mezzi del tutto «neutri». Al contrario essi sono «mezzo e messaggio» che genera «una nuova cultura». Pertanto i responsabili dei processi comunicativi, come ha osservato Benedetto XVI in occasione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali dello scorso anno, sono chiamati a «promuovere una cultura di rispetto per la dignità e il valore della persona umana».

Domani, giovedì 7, l'incontro dei congressisti con il Papa e la conclusione dei lavori.

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22 settembre 2019

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