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Nel cristiano
non c’è posto
per l’egoismo

· Ultima udienza generale prima della pausa estiva ·

«Non c’è posto per l’egoismo nell’anima di un cristiano: se il tuo cuore è egoista» vuol dire che «non sei cristiano», ma uno che cerca soltanto il profitto personale. Lo ha sottolineato il Papa all’udienza generale di mercoledì mattina, 26 giugno, l’ultima prima della pausa estiva nel mese di luglio.

Dopo aver salutato un gruppo di ammalati, sistemati al riparo dal caldo nell’Aula Paolo VI, il Pontefice ha raggiunto piazza San Pietro, dove ha compiuto il tradizionale giro tra i settori a bordo della jeep bianca scoperta. Quindi proseguendo le catechesi sul libro degli Atti, si è soffermato sul passo (2, 42) che racconta la vita della comunità primitiva tra l’amore a Dio e quello ai fratelli: «Perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere». Si tratta, ha commentato, delle «quattro tracce di un buon cristiano». Infatti, «diversamente dalla società umana, dove si tende a fare i propri interessi a prescindere o persino a scapito degli altri, la comunità dei credenti bandisce l’individualismo per favorire la condivisione e la solidarietà».

Ulteriori elementi evidenziati da Francesco sono «la prossimità e l’unità» che definiscono «lo stile dei credenti: vicini, preoccupati l’uno per l’altro, non per sparlare dell’altro», ma «per aiutare, per avvicinarsi». E ancora, ha proseguito il Papa in questa sorta di identikit del cristiano, vanno annoverati atteggiamenti come «la generosità, l’elemosina, il preoccuparsi dell’altro, visitare gli ammalati, visitare coloro che sono nel bisogno, che hanno necessità di consolazione». Da qui l’esortazione conclusiva a pregare affinché «le nostre comunità» divengano «luoghi in cui accogliere e praticare le opere di solidarietà e di comunione».

L'udienza generale

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18 ottobre 2019

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