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Nei testi indù
nessun divieto per le donne

· ​Dopo le polemiche per l’ingresso nel tempio proibito di Sabarimala ·

 Nessun testo sacrò indù «impedisce alle donne in età fertile di entrare a pregare nei templi. Non c’è alcun riferimento all’impurità del ciclo mestruale. Secondo i guru dell’induismo, uomini e donne sono uguali in tutto». A spiegarlo all’agenzia AsiaNews è Aswathy Rekha, monaca dell’Ekalavya Ashram a Trivandrum, nello stato del Kerala nell’India meridionale. La religiosa indù interviene sulla delicata vicenda emersa negli ultimi giorni: l’ingresso delle donne nel tempio indù di Sabarimala, inaccessibile per secoli alle donne. «Ormai è diventata una questione bollente — dichiara — all’inizio era un semplice problema di genere», ma «ora è stata trasformata» in occasione di lotta politica. Il riferimento è alla catena umana di 3,5 milioni di donne appoggiata dal partito Cpi in Kerala lo scorso 1 gennaio. A essa i nazionalisti indù del Bharatiya Janata Party hanno contrapposto una fila di lampade accese dalle donne. La vicenda ha assunto una svolta violenta quando pochi giorni fa due donne sono riuscite a entrare nel tempio dedicato al dio Ayyappa, che per la tradizione mitologica indù è celibe e quindi non può essere «offeso dall’impurità del sangue mestruale». Gli scontri tra le fazioni hanno portato alla morte di un nazionalista. Mentre la polizia ha fermato circa 750 attivisti.

Aswathy Rekha spiega l’origine del divieto imposto alle donne nel tempio di Sabarimala: «Nell’antichità non esisteva nessuna restrizione di genere. Il bando deriva dalla posizione del tempio, collocato sulla sommità di una collina difficile da raggiungere a piedi. Inoltre la località è presa d’assalto da folle di fedeli, anche più di 100.000 al giorno, e non esistono strutture adeguate a ospitare simili moltitudini». La monaca indù racconta anche del culto di Ayyappa: «Egli voleva che a scalare i 18 gradini che portano in cima fossero solo i Kanni ayyappans, cioè i giovani uomini che hanno completato un rituale votivo di 41 giorni d’astinenza e dieta vegetariana». Tuttavia, aggiunge, «la questione non sarebbe mai diventata un problema se la politica non si fosse intromessa. La maggior parte delle organizzazioni indù a livello nazionale appoggiano l’ingresso delle donne». Per questo è convinta che alla fine «le donne entreranno nel tempio. Ma, come sostiene il mio guru Swamy Aswathy Thirunal, non ci può essere rivoluzione ma solo evoluzione nella religione. Le masse devono essere educate, invece oggi non c’è più tempo per gli studi spirituali», sono troppo secolarizzate.

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16 settembre 2019

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