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​Nei panni degli altri

· ​All’udienza generale sulle opere di misericordia il Papa chiede di non puntare il dito contro le persone moleste ·

Sebbene sia «facile puntare il dito contro i difetti e le mancanze altrui» bisogna «imparare a metterci nei panni degli altri». Con questa raccomandazione all’udienza generale di mercoledì 16 novembre in piazza San Pietro, l’ultima dell’anno giubilare, Papa Francesco ha parlato dell’opera di misericordia spirituale che esorta a sopportare pazientemente le persone moleste.

Per la sua riflessione il Pontefice ha preso spunto dal fatto che «siamo tutti molto bravi nell’identificare una presenza che può dare fastidio: succede — ha detto facendo come al solito esempi concreti — quando incontriamo qualcuno per la strada o riceviamo una telefonata». Anche perché «a volte, le persone fastidiose sono quelle più vicine a noi» come i parenti e i colleghi di lavoro. Da qui l’invito a fare un «esame di coscienza per vedere se anche noi, a volte, possiamo risultare molesti agli altri». Del resto i Vangeli narrano episodi che indicano la direzione della pazienza, come ha l’ha avuta Gesù nei tre anni della sua vita pubblica. Per esempio con la mamma di Giacomo e Giovanni, che — ha spiegato il Papa con un’immagine attuale — «faceva la lobby per i suoi figli». E con la sua pazienza, ha proseguito Francesco, «Gesù insegna ad andare sempre all’essenziale». Non solo, il Papa ha individuato in questo insegnamento anche «il richiamo ad altre due opere di misericordia spirituale: ammonire i peccatori e insegnare agli ignoranti». In proposito ha elogiato il lavoro di chi aiuta «le persone a crescere nella fede e nella vita» come fanno i «catechisti, tra i quali ci sono tante mamme e tante religiose». Ciò è ancor più importante in un’epoca come quella odierna in cui «capita di incontrare persone che si soffermano su cose superficiali, effimere e banali», affannate a «inseguire soddisfazioni di corto respiro» cui bisogna «insegnare a guardare all’essenziale».

Ecco allora l’invito conclusivo a «evitare di cadere nell’invidia, nell’ambizione, nell’adulazione, tentazioni che sono sempre in agguato anche tra noi cristiani» senza sentirsi mai «superiori agli altri».

Al termine dell’udienza il Papa ha ricordato che domenica prossima si celebra la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e ha lanciato un «appello alla coscienza di tutti affinché i bambini siano sempre protetti».

La catechesi del Papa

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19 luglio 2019

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