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Dai colloqui di Ginevra una speranza per la Siria

· Elezioni e costituzione saranno i punti centrali su cui si confronteranno le delegazioni ·

 Elezioni e nuova costituzione. Saranno questi i temi centrali dei prossimi colloqui sulla crisi in Siria che, mediati dall’Onu, si aprono questa sera a Ginevra ed entreranno nel vivo domani.

Lo ha annunciato ieri il vice inviato speciale delle Nazioni Unite in Siria, Ramzi Ezzedine Ramzi. «La posizione dell’Onu è chiara: ci sono questioni che devono essere affrontate al più presto. Ci sarà un focus su elezioni e costituzione» ha detto Ramzi. L’esponente delle Nazioni Unite ha poi spiegato che «il processo di pace in Siria non sarà un compito facile». Il negoziato «è difficile perché la situazione in Siria è complessa e stiamo costruendo la nostra strategia su un processo graduale». Spero «che la prossima tornata dei colloqui di Ginevra sia contrassegnata da una partecipazione attiva del governo con la presenza di un delegazione unificata dell’opposizione: questo potrebbe essere favorevole a far avanzare il processo politico» ha detto Ramzi. I colloqui di Ginevra si tengono pochi giorni dopo l’incontro tra i leader di Iran, Turchia e Russia a Sochi, dove i tre hanno espresso l’auspicio di «un dialogo globale per la Siria». Inoltre, a contrassegnare positivamente questi nuovi colloqui c’è il fatto che i gruppi dell’opposizione hanno concordato — in vertice in Arabia Saudita — la formazione di una delegazione unica.

Ma dalla Siria continuano ad arrivare notizie allarmanti. Stando a diverse ong, sono almeno 53 i civili uccisi in due raid che hanno colpito ieri l’area di Damasco. Il primo raid ha ucciso almeno 34 persone, tra le quali 15 bambini, nel villaggio di Al-Shafah, in mano al cosiddetto stato islamico (Is). La seconda strage è avvenuta a Goutha, regione a est di Damasco, dove sono morti almeno 19 persone, in un’area che fa parte di quelle zone di “de-escalation” definite dagli accordi di Astana, siglati da Russia, Iran e Turchia.

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18 ottobre 2018

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