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Negoziati in salita a Ginevra

· Entra nel vivo la conferenza sulla Siria ·

Entra nel vivo la conferenza di pace sulla Siria. Sono previsti per oggi, a Ginevra, i primi negoziati diretti tra il regime di Damasco e la rappresentanza dell’opposizione coordinati dall’inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba, Lakhdar Brahimi. Dopo i toni duri del vertice a Montreux, ieri, con gli scambi di accuse tra le parti coinvolte nel conflitto, sembra ancora difficile un accordo in tempi brevi.

Combattenti a Homs (Reuters)

Brahimi ha già incontrato separatamente i capi delle due opposte delegazioni: prima il presidente della Coalizione nazionale dell’opposizione, Ahmed Jarba, poi il ministro degli Esteri di Damasco, Walid Muallem. Incontri rigorosamente separati, in vista dell’avvio dei negoziati, ai quali entrambi hanno accettato di partecipare. Non è chiaro, tuttavia, se al momento ci sia un piano di lavoro comune e se i colloqui saranno da subito diretti. Il nodo da dirimere resta sempre lo stesso: il futuro politico del presidente siriano, Bashar Al Assad, e dei suoi uomini. Questione divenuta ancor più complessa dopo le dichiarazioni del segretario di Stato americano, John Kerry, e del ministro degli Esteri cinesi, Wang Yi. Il primo ha sottolineato l’esigenza — ribadita anche dal fronte dell’opposizione rappresentata a Montreux — di un’applicazione rigorosa, cioè non negoziabile, delle conclusioni della conferenza di Ginevra 1, nel giugno 2012, che prevede l’uscita di scena del presidente siriano. Il secondo si è invece opposto a questa soluzione, difendendo il principio di «non ingerenza» negli affari interni siriani. Secondo Pechino, anche il ruolo futuro di Assad dev’essere incluso nelle trattative. Sulla stessa linea, Mosca.

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