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Negli Stati Uniti
troppe disuguaglianze

· Messaggio dei vescovi in occasione del Labor Day ·

Washington, 1. «La difficile situazione dei nostri fratelli e delle nostre sorelle che pur lavorando sodo, hanno difficoltà a far quadrare i conti a fine mese, ci invita tutti a una riflessione speciale su questa giornata dedicata al lavoro»: inizia con questa affermazione il messaggio del vescovo di Venice e presidente della commissione episcopale per la giustizia interna e lo sviluppo umano, monsignor Franck J. Dewane, in occasione del Labor Day 2018 che si celebra il 3 settembre negli Stati Uniti.

Una manifestazione per il Labor Day del 1934

«Purtroppo, ai nostri giorni troppe persone sono escluse ed emarginate, private dei diritti politicamente ed economicamente. La lotta dei lavoratori e dei poveri, come ci ricorda Papa Francesco, non è prima di tutto una questione sociale o politica: no, è Vangelo puro e semplice». Il presule ricorda che «negli ultimi anni si sono registrati notevoli progressi nell’economia statunitensi, «ma è anche evidente che non tutti si giovano di questi progressi», per questo motivo «tutti possiamo e dobbiamo svolgere un ruolo produttivo al fine di realizzare un sistema che promuova la dignità di tutte le persone».
Nel messaggio, il presidente della commissione episcopale per la giustizia interna e lo sviluppo umano sottolinea come recenti notizie e dati economici riportano che la povertà continua a diminuire, la disoccupazione è scesa a uno tra i livelli più bassi degli ultimi decenni e si è registrata una crescita economica con produzione, titoli azionari e profitti che hanno raggiunto livelli record. «Ma — si chiede il vescovo — si tratta di un quadro completo? Questi sviluppi danno un resoconto accurato della vita e delle lotte quotidiane dei lavoratori, di quanti sono ancora senza lavoro o dei sottoccupati che vanno avanti con salari bassi?».
Il vescovo esprime soddisfazione ricordando che la povertà negli Stati Uniti è diminuita, «ma quasi una persona su tre ha un reddito familiare inferiore al 200 per cento della soglia di povertà stabilita a livello federale. Oggi, ci sono molte famiglie che, anche se tecnicamente sfuggite alla povertà, tuttavia affrontano notevoli difficoltà per soddisfare i bisogni di base. I salari dei lavoratori a basso reddito — aggiunge — sono, secondo varie fonti, insufficienti per sostenere una famiglia e garantire un futuro sicuro. Uno studio recente ha esaminato la possibilità di un salariato minimo di permettersi un appartamento medio di due stanze nel proprio stato di residenza. Sorprendentemente, in tutti e cinquanta gli stati, la risposta è stata “no”».

Il vescovo, inoltre, cita un recente rapporto della Federal Reserve, che evidenzia che quattro adulti su dieci non possono sostenere una spesa straordinaria di quattrocento dollari, e devono ricorrere a un prestito o sono costretti a vendere un bene di valore.

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