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Negli archivi e tra la gente

· ​Ricordo dello storico argentino Ernesto Maeder ·

La morte di Ernesto Maeder, avvenuta a Buenos Aires il 10 marzo scorso, lascia nella storiografia argentina e latinoamericana un vuoto profondo, che sarà difficile colmare.

Ancora attivissimo, nonostante fosse prossimo a compiere 84 anni, è stato stroncato da un infarto nella sede dell’Academia nacional de la historia, nella capitale argentina, dove aveva appena concluso, per una singolare coincidenza, la commemorazione di un altro storico illustre, il messicano Silvio Zavala, scomparso l’anno scorso. Maeder era nato a Buenos Aires, ma da molti decenni si era trasferito a Resistencia come professore di storia nell’Universidad nacional del nordeste, della quale era stato anche rettore. 

Membro attivissimo del Conicet (Consejo Nacional de Investigacion Cientificas y Técnicas), nel cui ambito dirigeva l’Instituto de investigaciones geohistoricas, e, dal 1976, dell’Academia nacional de la historia, dove appunto è avvenuto il suo decesso, era altresì emerito della Junta de historia ecclesiástica argentina.
Ma al di là dei riconoscimenti accademici, dobbiamo qui ricordarlo per il fondamentale contributo che egli ha fornito alla storia della sua regione (nord est argentino, Chaco, Paraguay, Brasile del sud) in periodo coloniale. E siccome questa fu la zona di sviluppo delle missioni dei gesuiti fra i guaranì, le celebri Riduzioni, Maeder è divenuto — dopo Guillermo Furlong — lo storico più accreditato di questa vicenda, una delle tematiche maggiormente presenti nella storiografia sudamericana, di lingua sia spagnola sia portoghese. Ricorderemo, fra i tanti titoli dei suoi studi, i volumi Misiones del Paraguay. Crisis y disolución de la sociedad guaraní (1992), Cartas Anuas de la Provincia Jesuítica del Paraguay (4 volumi, 1984-2000), l’edizione critica della Conquista espiritual, de Antonio Ruiz Montoya (1989), l’Atlas historico del Nordeste argentino (1995). Dobbiamo a lui l’avvio dello studio di aspetti specifici ma fondamentali della vita delle riduzioni: l’andamento demografico, il contributo alla difesa militare del territorio coloniale spagnolo, la costruzione di una società indigena autonoma e la sua dissoluzione dopo l’uscita di scena dei gesuiti. 

di Gianpaolo Romanato

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20 aprile 2019

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