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Necessità di accoglienza

· Dopo la Chiesa cattolica anche gli anglicani chiedono al governo canadese di consentire l’ingresso ad altre 7000 persone ·

Continuano le prese di posizione delle Chiese in Canada contro le decisioni del presidente Trump di limitare negli Stati Uniti d’America gli ingressi degli immigrati provenienti da alcuni paesi musulmani e la costruzione di un muro lungo la frontiera con il Messico per impedirne l’arrivo dal Centroamerica. Preoccupati da queste misure restrittive i cristiani canadesi invitano il premier ad attuare politiche di accoglienza più inclusive.

E dopo le richieste della Chiesa cattolica, giovedì, si sono aggiunte quelle della Comunione anglicana. Infatti, la diocesi della regione British Columbia ha chiesto ufficialmente al governo di aumentare il livello di accoglienza e di reinsediamento dei rifugiati al fine di consentire l’ingresso quest’anno di almeno altre settemila persone rispetto a quanto prospettato. In un comunicato, la diocesi ha osservato che il Canada ha fissato per il 2017 un obiettivo di inserimento pari a 25.000 donne e uomini, rispetto alle 44.800 unità dell’anno prima.

La dichiarazione ricorda come ci sia ora una «necessità senza precedenti di accoglienza di rifugiati», ancor più dopo le prese di posizione del vicino di casa statunitense. Da qui, l’appello rivolto all’esecutivo canadese «per continuare a mostrare un ruolo di leadership. Ci rendiamo conto che non spetta solo a noi riempire il vuoto che il governo degli Stati Uniti ha lasciato in materia al momento, ma dobbiamo comunque impegnarci per fare del nostro meglio».

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16 ottobre 2019

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