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· Il vescovo di Cayenne commenta la delicata situazione della Guyana francese ·

Un nuovo passo avanti è stato compiuto in questi giorni dal governo di Parigi, che deve far fronte da un paio di settimane a una grave protesta in Guyana, territorio francese in Sud America da anni in preda a disoccupazione, precarietà, malasanità e delinquenza.

Mercoledì il consiglio dei ministri ha approvato il piano di emergenza presentato dal ministro dell’Interno Matthias Fekl e dal ministro dell’Oltremare Ericka Bareigts, dopo la visita di tre giorni effettuata in Guyana e destinata a proseguire le discussioni avviate dal prefetto della Guyana Jean-François Cordet con i vari responsabili politici, economici e sociali locali. Da questi incontri sono scaturiti dodici accordi su argomenti quali la sicurezza e la giustizia, l’economia, la pesca, i trasporti, l’edilizia, i lavori pubblici, il turismo, le miniere, l’agricoltura, l’energia. Con lo stanziamento di un miliardo di euro, il piano di emergenza prevede, tra l’altro, più tutela della sicurezza con l’invio di poliziotti e gendarmi entro la fine dell’anno, la creazione di un tribunale ordinario di prima istanza, la costruzione di un nuovo carcere a Saint-Laurent du Maroni e di una città giudiziaria a Cayenne. Sarà previsto anche un centro di accoglienza per le donne vittime di violenze. Come è stato accolto questo piano dalla popolazione locale? «Certo, apprezziamo la volontà del governo di dare un segnale forte, un miliardo rappresenta senz’altro un contributo notevole, ma per andare avanti ci vogliono ulteriori incontri con tutte le forze presenti in Guyana per garantire che le somme previste siano utilizzate per lo sviluppo concreto» spiega a «L’Osservatore Romano» Emmanuel Lafont, vescovo di Cayenne. «Qui tutti pensano che il progetto non sia sufficiente, è da considerarsi come una tappa; spetterà al nuovo governo dopo le elezioni di riaprire il negoziato per risolvere il problema del sottosviluppo della Guyana francese» ritiene il presule.

di Charles de Pechpeyrou

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22 agosto 2019

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