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Né obbligo né volontà

· Il Consiglio europeo non precisa i meccanismi dell'accoglienza per i profughi ·

Sulla questione dei flussi di profughi e migranti, uno dei principali temi del Consiglio europeo che si avvia in queste ore a conclusione a Bruxelles, i capi di Stato e di Governo dei 28 Paesi dell'Ue sembrano aver trovato un compromesso che lascia, pur senza certezze, la strada aperta alla ridistribuzione di quarantamila richiedenti asilo ora in Italia e Grecia e all'accettazione di altri ventimila, oggi in campi profughi di Paesi terzi.

Nel testo che il Consiglio approverà oggi - anticipato da fonti diplomatiche a Bruxelles nel momento in cui andiamo in stampa - c'è un riferimento al Consiglio europeo straordinario del 23 aprile scorso, dove si parlava della base volontaria dell'accoglienza ai profughi. Tuttavia il termine «volontario» è stato cassato, così come non compare il termine «obbligatorio». È solo previsto che entro luglio tutti i Paesi concordino un numero di profughi da accogliere. I ministri degli Interni affronteranno la questione il 9 e 10 luglio a Lussemburgo. È stato inoltre deciso di escludere dal meccanismo Ungheria e Bulgaria, due Paesi che attualmente ricevono moltissimi migranti dall'Est e dalla Turchia.

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