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Navi russe verso la Siria

· Allerta della Nato mentre il convoglio si appresta ad attraversare il Mediterraneo ·

Tensione sempre più alta tra la Nato e Mosca. L’Alleanza atlantica ha comunicato ieri che seguirà con grande attenzione gli spostamenti della task force navale russa guidata dalla Kuznetsov, la portaerei russa accompagnata dall’incrociatore Pietro il Grande e da diverse altre unità, che si appresta ad attraversare il Mediterraneo per arrivare al largo della Siria. Un dispiegamento ritenuto dalla Nato «senza precedenti» dalla fine della guerra fredda. Non appena l’unità russa ha lasciato la sua base di Severomorsk è stata presa in consegna dalle navi alleate. Prima la fregata norvegese Namsen, poi la britannica Richmond, quindi la belga Leopold i hanno condotto un attento monitoraggio della task force navale, facendo ricorso anche ai ricognitori e a un sommergibile. Un dispositivo che sarà integrato nelle prossime ore da altri mezzi della Royal Navy, almeno sei, che opereranno in collegamento con altre marine di paesi alleati. È anche possibile — spiegano alcune fonti — che la Kuznetsov possa incontrare due corvette russe che si stanno muovendo nei pressi della costa portoghese. Resta difficile capire quali siano le reali intenzioni del Cremlino: se si tratti soltanto di esercitazioni tattiche o se si stia preparando un attacco su vasta scala in Siria. Va detto — come sottolineano diversi analisti — che ultimamente il Cremlino ha voluto mandare una serie di segnali per ribadire il proprio attivismo in Medio oriente. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha firmato di recente un’intesa per l’uso permanente della base siriana di Tartus. Ha poi aumentato il proprio dispositivo aeronavale, creando un ombrello missilistico, con il dispiegamento di nuovi missili a Kaliningrad. Ha infine cercato di aumentare la presenza di caccia con i Sukhoi, velivoli che potrebbero essere impiegati per eventuali raid contro i ribelli siriani. Tutto questo sullo sfondo di rinnovate tensioni con la Nato e con l’Europa.

Dopo ore di discussione a porte chiuse, ieri, il Consiglio dell’Unione europea ha deciso di eliminare le sanzioni a Mosca per i bombardamenti ad Aleppo. A sostenere questa linea non solo l’Italia, ma anche Grecia, Cipro, Spagna, Austria, Ungheria e Repubblica Ceca.

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23 marzo 2019

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