Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Nave militare greca
offre riparo per i migranti a Lesbo

Una nave della marina militare è stata inviata sull’isola di Lesbo per offrire alloggio ai migranti esposti al freddo dell’eccezionale ondata di gelo che ha colpito la Grecia. La misura è stata assunta dopo che numerose organizzazioni umanitarie avevano lanciato l’allarme per le condizioni di migliaia di rifugiati sulle isole greche, alloggiati in tende malgrado il freddo intenso.

Intanto l’Ue sta accelerando le operazioni di rimpatrio dei migranti con speciali squadre di intervento dell’agenzia europea delle guardie di frontiera e guardacoste, Frontex. Lo staff è composto da 690 persone tra esperti e scorte. Le squadre saranno impiegate a sostegno degli stati membri per coordinare e organizzare le operazioni di rimpatrio e collaborare con i paesi di origine. «Assicurare il rimpatrio di migranti irregolari che non soddisfano le condizioni di ingresso e permanenza nell’Ue e ridurre gli incentivi per l’immigrazione irregolare sono componenti essenziali di una politica migratoria che funzioni bene», ha detto il commissario europeo alla migrazione Dimitris Avramopoulos. L’agenzia avrà ora a disposizione strumenti aggiuntivi per fornire agli stati membri supporto pratico e assistenza sul terreno.

L’emergenza migranti però continua ed è aggravata dal maltempo. A Belgrado il gran freddo con neve e ghiaccio sta creando condizioni drammatiche e al limite della sopravvivenza per i circa duemila profughi che da mesi vivono nel parco e nella vasta area antistante la stazione ferroviaria. Dopo la chiusura della rotta balcanica lo scorso marzo, migliaia di migranti sono rimasti praticamente bloccati in vari paesi della regione, impossibilitati dalla chiusura delle frontiere a proseguire il loro viaggio verso l’Europa occidentale. In Serbia sono circa seimila i migranti ospitati in centri di accoglienza da nord a sud. Ma non tutti accettano di farsi registrare per il timore di essere poi rimandati nei paesi di provenienza. «Abbiamo lanciato loro un appello pressante, invitandoli a trasferirsi nei centri di accoglienza, garantendo il trasporto in autobus e senza chiedere loro i documenti. Ma pochi accettano, hanno paura di non poter continuare il viaggio verso l’Ue», ha detto Ivan Miskovic, portavoce del commissariato serbo per l’assistenza ai profughi.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 maggio 2019

NOTIZIE CORRELATE