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Naufragio a largo della Turchia

· L’Unione europea non trova l’accordo su profughi e migranti ·

Sono 22 i morti accertati, compresi quattro bambini, in un nuovo naufragio, avvenuto stamani, di un barcone carico di profughi e migranti al largo delle coste della Turchia. Lo riferisce l’agenzia stampa Dogan, secondo la quale la guardia costiera turca ha tratto in salvo 211 persone e le ha condotte nella provincia occidentale di Mugla, sulle rive dell’Egeo. 

L’imbarcazione era partita all’alba dalla costa turca diretta verso le isole greche. Poche ore dopo è giunta notizia di un secondo naufragio. Un gommone di piccole dimensioni si è rovesciato nelle acque al largo di Smirne. L’intervento della guardia costiera turca ha portato al salvataggio di undici persone, ma il mare ha restituito i corpi senza vita di due profughi siriani.

Le nuove tragedie rendono purtroppo già superati i numeri forniti oggi — e aggiornati a ieri — dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim), secondo cui 2.812 persone sono morte nel Mediterraneo dall’inizio del 2015 nel tentativo di raggiungere l’Europa. Sempre secondo l’Oim, sono 464.876 coloro che invece ce l’hanno fatta. Ieri si era concluso senza risultati, se non quello di autorizzare una nuova fase di una missione navale europea allo scopo di combattere gli scafisti, la riunione straordinaria a Bruxelles dei ministri dell’Interno e della Giustizia dell’Unione europea convocata appunto sulla questione. Nessuna intesa è stata raggiunta su come ricollocare 120.000 profughi. Non è stata ottenuta l’unanimità neppure su un “accordo di principio”. Nonostante che a più riprese sia stato “annacquato” il testo proposto dalla Commissione europea, da “impegno” vincolante sull'accoglienza ad appunto “accordo di principio” fino a mera “volontà”, diversi Paesi hanno rifiutato di accettarlo. Si tornerà a parlarne tra un mese, quando una decisione potrebbe essere presa a maggioranza qualificata, ipotesi che molti ritengono solo un'ultima spiaggia.

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20 luglio 2019

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