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Siamo
tutti responsabili

· Il cardinale Vegliò sulla tragedia del Mediterraneo ·

Una ragazzina salvata dalla Guardia costiera (Ap)

«Ci lasciamo sconvolgere dai numeri ma dietro ogni migrante che muore in mare, o che arriva stremato sulle nostre coste, c’è un volto, una famiglia, una storia: ci sono madri incinte, minorenni lasciati soli, giovani padri di famiglia. Siamo tutti responsabili di queste tragedie, nessuno si può permettere di osservare il problema dall’esterno senza lasciarci coinvolgere». Interpellato dall’Osservatore Romano, il cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, usa parole severe di fronte alla tragedia avvenuta nella notte tra sabato e domenica nel canale di Sicilia. Come cristiani, dice, non si può rimanere indifferenti davanti a tutto questo, «il cristiano è chiamato a essere una voce profetica di denuncia portando alla luce le problematiche più profonde. Deve sempre parlare di giustizia, solidarietà, accoglienza, misericordia e fraterno soccorso».

È univoca la voce delle istituzioni religiose e delle associazioni caritative impegnate da anni nel fronte dell’accoglienza dei migranti. Al dolore per le troppe vite inghiottite dal mare si unisce l’indignazione per quanto si sarebbe potuto fare e non è stato fatto. «L’idea di un’Europa inespugnabile sta barcollando sotto i colpi di un’umanità disperata che, in fuga dai propri Paesi, sta mostrando il volto peggiore degli effetti della globalizzazione», ha detto don Francesco Antonio Soddu, direttore nazionale di Caritas Italiana. «Iniquità, conflitti, ideologie sono i fattori che determinano il costante aumento dei flussi di profughi verso il continente europeo», ha spiegato.. 

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26 agosto 2019

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