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Naufragio al largo dello Yemen

· Oltre sessanta migranti africani dispersi ·

Il golfo di Aden come il canale di Sicilia. Una barca con 160 migranti africani a bordo si è rovesciata ieri al largo della provincia di Shabwa, nello Yemen meridionale. Lo ha riferito il sito d’informazione locale Yemen Akhbar, citando fonti di alcune organizzazioni umanitarie che lavorano nell’area. La barca, secondo le fonti, era partita dal porto di Bosaso, in Somalia, e trasportava cento somali e sessanta etiopi, tra cui molte donne e bambini. Non è ancora chiaro se i soccorsi siano arrivati in tempo; si parla di almeno sessanta dispersi. L’imbarcazione si sarebbe rovesciata a causa del mare molto mosso. Alcune fonti locali, citate da Yemen Akhbar, parlano di cinque annegati, mentre altre fonti riferiscono di un solo annegato. Altre fonti invece danno un bilancio ben più drammatico. Non è la prima volta che il golfo di Aden, che divide la costa yemenita dalla Somalia, è teatro di morte per migranti africani. Nel gennaio scorso almeno trenta migranti che stavano cercando di rientrare in Africa dallo Yemen sono morti a causa di un naufragio. In base alle testimonianze di alcuni sopravvissuti, è ormai noto che la rotta è dominata da gruppi di trafficanti di esseri umani che sfruttano a loro vantaggio le terribili crisi nei due paesi, Somalia e Yemen. Una situazione molto simile a quella nel Mediterraneo. Ieri sessantasei tunisini sono stati soccorsi a largo di Pantelleria, mentre si trovavano su un’imbarcazione che stava andando alla deriva. I migranti sono stati tradotti su due motovedette della guardia costiera e della guardia di finanza dirette al porto di Trapani. In nottata è avvenuto lo sbarco.

Nel frattempo, è intervenuto sulla questione immigrazione il premier del governo di unità nazionale libico, riconosciuto dalle Nazioni Unite, Al Sarraj. La Libia — ha detto — è «assolutamente contraria all’idea Ue di realizzazione nel paese strutture dove accogliere i migranti illegali».

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